[168]. Il far ricadere sui figli le conseguenze dei divieti o anche delle condanne pronunziate contro il padre, era assai comune nei costumi ed anche negli Statuti in Firenze. In quei medesimi anni Filippo Strozzi, avendo sposato una figlia di Piero de' Medici veniva, come vedremo, condannato, perchè questi era ribelle. Ed il Guicciardini (Storia fiorentina, pag. 377) osserva che fu mossa, a questo proposito, anche un'altra querela; giacchè, essendo Piero venuto armata mano contro la Città, «era per virtù di uno statuto nostro caduto in pena di rubello e lui e i suoi discendenti; e così, che Filippo Strozzi aveva a essere punito, non come se avessi tolto la figliuola di uno rubello, ma come d'avere tolto una rubella.»
[169]. Il Tommasini (I, 377, nota 3) pubblica una Patente di nobiltà (civilitatis et nobilitatis) del Machiavelli, in data 15 maggio 1507. In essa si dice che la nobile famiglia Machiavelli, «omnes Reipubblicae nostrae honores et Magistratus gessit iampridem et adhuc gerit.... Significamus ob id omnibus Nicolaum Bernardi Iacobi.... etc. ea familia genitum ingenuis parentibus et honestis maioribus carissimus nobis esse; testimonioque nostrarum huiuscemodi licterarum nobilitatis suae fidem omnibus facimus commendamosque omnibus ob merita familiae suae.»
Questa patente di cui, come nota il Tommasini, si ha solo una copia, deve essere in qualche punto errata. Il padre di Bernardo fu Niccolò di Boninsegna, e non Iacobi, come essa dice, il che può essere un errore dell'amanuense. È notevole poi, che nel 1507, senza nessuna visibile ragione, si dia questa patente di nobiltà, si faccia questa raccomandazione per la famiglia Machiavelli, e s'insista tanto sulla onestà e legittimità degli antenati di Niccolò. Ciò riconferma che delle voci calunniose erano state diffuse allora dai suoi nemici contro di lui.
[170]. D. Marzi, La Cancelleria della Repubblica fiorentina, pag. 172. Rocca S. Casciano, Cappelli, 1910.
[171]. Tommasini, I, 665 e segg.
[172]. Marzi, pag. 281.
[173]. Il dì 28 febbraio 1509/10 gli furono dati fiorini, 54 cioè un fiorino al giorno, oltre il suo ordinario salario: «ad ragione di giorni 54, incominciati a dì 10 novembre, et finiti per tutto dì due di gennaio prossimo passato, che tornò in Firenze.» Opere (P. M.), vol. I, pag. LXXXIII.
[174]. Opere (P. M.), vol. I, pag. LXXV, nota 27.
[175]. Ibidem, nota 28.
[176]. Sommario della Relazione di Roma di Domenico Trevisan, 1º aprile 1510, in Albèri, Relazioni degli Ambasciatori Veneti, serie II, vol. III, a pag. 36.