[197]. Come si vede da altre lettere al Machiavelli, pubblicate del pari nelle Opere (P. M.), vol. VI. Vedi anche Appendice, doc. X.
[198]. Sismondi, Hist. des répub. ital., vol. VII, cap. IX, pag. 318.
[199]. Lettera del 2 settembre.
[200]. Lettera del 5 settembre.
[201]. Le lettere dei Dieci all'Acciaioli cominciano sempre con le parole: Magnifice Orator; quelle al Machiavelli, invece, con le parole: Spectabilis Vir.
[202]. Lettera del 5 settembre.
[203]. Lettera del 24 agosto da Blois.
[204]. Lettera del 10 settembre.
[205]. Ebbe lo stipendio di lire 10 il giorno, computato in esse il salario di cancelliere, «che così fu dato altra volta fu mandato in detto luogo.» Corrispondevano a lire 12 di piccioli, in cui venivan comprese lire 2, soldi 4, denari 11 piccioli, pel salario ordinario, che riceveva a Firenze. Il 12 novembre, fatti i conti, risultò che gli spettavano in tutto lire 1416 di piccioli. Aveva già avuto in acconto lire 700; il suo salario ordinario gli dava, per quei giorni, lire 264, soldi 17, denari 2 piccioli; restavano quindi lire 451, 2, 10 che gli furon pagate. Vedi gli Stanziamenti pubblicati dal Passerini, Opere (P. M.), vol. I, pag. LXXVI.
[206]. Carte del Machiavelli, cass. V, n. 23. Ivi sono anche alcune lettere di Roberto Acciaiuoli al Machiavelli, già tornato in Firenze, le quali accennano alla vita allegra che allora facevano, ai poco leciti amori, ed anche alle insistenze dei Francesi della Corte, per fare aumentare i donativi in danaro (Busta V, 65). Vedi in Appendice, doc. XI, la citata lettera del Buonaccorsi. Non sappiamo se di quella malattia morisse poi la moglie.