[297]. Pitti, Storia, nell'Arch. Stor. Ital., vol. I, pag. 103 e seg.
[298]. Questa lettera è del 16 settembre, e trovasi anch'essa nei Diari del Sanuto, vol. XV, carte 54t. Vedi Appendice, documento XVII.
[299]. Storia d'Italia, vol. V, pag. 167. A questo punto finisce il Diario del Buonaccorsi, ed il Nardi finalmente dice, la prima ed unica volta, di aver copiato da lui: «dalli cui fedelissimi scritti abbiamo avuto una gran parte di queste memorie.» Storie, vol. II, pag. 10.
[300]. Sommario, pag. 293.
[301]. Lettera di Pandolfo Conti a Francesco Guicciardini, pubblicata nelle Opere inedite del Guicciardini, vol. VI, pag. 145.
[302]. Lettera già citata di Pandolfo Conti.
[303]. Cioè: grosso ramo.
[304]. Nardi, Storie, vol. II, pag. 21; Vasari, Vite, ediz. Le Monnier, vol. XI, Vita del Pontormo, pag. 31 e seg.
[305]. Alcuni supposero anche Caterina Sforza, la quale allora era già morta. Giuliano de' Ricci, che copiò la lettera nel suo Codice, la dice indirizzata forse all'Alfonsina Orsini; ma non si capisce facilmente come mai appunto allora la vedova di Piero de' Medici volesse che il Machiavelli le raccontasse i fatti compiuti in quei giorni dagli amici e parenti di lei: ed anche alcune altre espressioni della lettera confermano questo dubbio.
[306]. Opere, vol. VIII, pag. 23 e seg.