[307]. L'autografo di questo brano trovasi nell'Archivio fiorentino, e fu pubblicato dal Passerini in un giornale di Firenze; poi venne riprodotto nell'edizione delle Opere del Machiavelli: Firenze, Usigli, 1857, pag. 1146.
[308]. Cioè: muovergli contro l'universalità dei cittadini.
[309]. Questo scritto venne per la prima volta pubblicato, in occasione delle nozze Bongi-Ranalli, dal signor Cesare Guasti col titolo: Ricordo di Niccolò Machiavelli ai Palleschi del 1512. Prato, tipografia Guasti, 1868. L'autografo, che non è però sottoscritto dal Machiavelli, trovasi nell'Archivio fiorentino, ed incomincia così: Notate bene questo scripto.
[310]. Ammirato, Storie fiorentine, lib. 29, in principio, vol. VI, pag. 8. Firenze, Batelli, 1849; Paoli, Priorista (pag. CLXXVI-VII) in appendice ai Ricordi storici di Filippo Rinuccini, pubblicati dall'Aiazzi. Firenze, 1840.
[311]. Opere (P. M.), vol. I, pag. LXXXIII.
[312]. Archivio fiorentino, Deliberazioni dei Signori e Collegi, 1511-12, n. 104 (cl. II, dist. 6, n. 176), a carte 116t e 117.
[313]. Opere (P. M.), vol. I, pag. LXXXIII-V.
[314]. Piero Guicciardini scriveva il 20 novembre a suo figlio Francesco nella Spagna: «La Signoria cassò Machiavello e Biagio, e in luogo del Machiavello hanno messo ser Niccolò Michelozzi, per conto delle lettere, che di battaglioni per ora non si parla, e furono cassi tutti i Connestabili loro. Messer Marcello resta nel luogo suo.» Guicciardini, Opere inedite, vol. VI, pag. 155.
[315]. Nerli, Commentarî, pag. 124-5. Le stesse notizie si trovano in altri scrittori contemporanei.
[316]. Guicciardini, Storia d'Italia, vol. V, pag. 196-8.