[357]. Lettera del Vettori, in data 9 febbraio 1513/4; Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 29. Vedi Appendice, docum. XXI. Opere, volume VIII; lettera XXX del Machiavelli in data del 25 febbraio 1513/4.

[358]. L'Arbitrio e la Decima erano imposte diverse.

[359]. Opere, vol. VIII; lettera XXXI, del 16 aprile 1514.

[360]. Fu pubblicata prima dal Passerini nel giornale fiorentino lo Statuto, poi nelle Opere: Firenze, Usigli, 1857, pag. 1146, in nota.

[361]. Opere, vol. VIII; lettera XXXIII, del 10 giugno 1514.

[362]. Ibidem, lettere XXXIV e XL, del 3 agosto 1514 e 31 gennaio 1514/5.

[363]. Vettori, Sommario, pag. 300-3.

[364]. Vettori, Sommario, pag. 304; Creighton, History of the Papacy, vol. IV, lib. V, cap. XVIII; Nitti, Leone X e la sua politica, secondo documenti e carteggi inediti. Firenze, Barbèra, 1892. Il Nitti riconosce pienamente il carattere doppio di Leone X, ma con nuove indagini e con molto acume cerca dimostrare, che la politica di questo Papa fu assai male giudicata da coloro che la credettero mossa soprattutto dal desiderio di far principi di nuovi Stati Giuliano e Lorenzo, di rendere in ogni modo potente la propria famiglia. La sua politica fu invece, secondo il Nitti, guidata principalmente dal desiderio di assicurare lo Stato della Chiesa. Ammettendo che si sia da alcuni esagerato a danno del Papa, è pur certo che il rendere potente in Italia la propria famiglia, fu, secondo tutti i contemporanei, desiderio ardentissimo di Leone X, il che non esclude punto che suo principale desiderio fosse anche quello di assicurare lo Stato della Chiesa. L'una cosa anzi poteva spesso aiutar l'altra. Ma che in alcuni casi l'interesse pubblico venisse a soffrirne, e restasse di necessità sacrificato a quello della famiglia, ci par difficile negarlo addirittura.

[365]. Opere, vol. VIII; lettera XIII, del 9 aprile 1513.

[366]. Opere, vol. VIII; lettera XVI, del 21 aprile 1513.