[387]. È singolare che Giuseppe Ferrari, nel suo Corso sugli scrittori politici italiani (Milano, Manini, 1862), pur cercando d'esaltare anche esageratamente tutti coloro che difesero le idee ghibelline, non parli affatto di Marsilio da Padova, che ne fu il principale sostenitore.

[388]. Il Neander, discorrendo dell'opera di Marsilio, dice: «Dieses in der That epochemachende Werk.» Allgemeine Geschichte der christhlichen Religion und Kirche, vol. XI, pag. 32. Giudizio non molto diverso esprimono altri scrittori tedeschi.

[389]. Di ciò parlano il Bezold ed il Riezler nelle opere che si troveranno citate più avanti.

[390]. Fra quelli che hanno ragionato con maggiore autorità ed esattezza degli scrittori qui sopra menzionati, e delle questioni che hanno attinenza colle loro principali opere, sono da consultare i seguenti: A. Franck, Réformateurs et publicistes de l'Europe. Paris, 1864. Sigmund Riezler, Die literarischen Widersacher der Päpste zur Zeit Ludwig des Baiers. Leipzig, 1874. F. von Bezold, Die Lehre von der Volkssouveräinität, während des Mittelalters, nell'Historische Zeitschrift di H. von Sybel, anno VIII, fasc. IV. München, 1876. Vedi anche il primo volume dell'opera di Roberto Mohl, Die Geschichte und Literatur der Staatwissenschaften, in tre volumi. Erlangen, 1853-58. Il Gregorovius, nella sua Storia di Roma, ha pure importanti osservazioni e notizie. Citiamo finalmente una tesi di laurea presentata da Paolo E. Meyer alla Facoltà di teologia protestante di Strasburgo, il 25 maggio 1870: Étude sur Marsile de Padoue. Strasbourg, Silbermann, 1870. Questa tesi contiene una esatta esposizione degli scritti di Marsilio, dei quali il Meyer non par grande ammiratore. Egli pone sopra tutto in evidenza come Marsilio, nel sottomettere la Chiesa allo Stato, non distingua le loro diverse attribuzioni nè il loro scopo. — Vedi anche Scaduto, Stato e Chiesa negli Scritti politici dalla fine delle lotte per le investiture fino alla morte di Lodovico il Bavaro (1022-1447). Firenze, Successori Le Monnier, 1882. B. Labanca, Marsilio da Padova. Padova, 1882.

[391]. La Legazione di Spagna (1512-13), nelle Opere inedite di F. Guicciardini, vol. VI.

[392]. Non molto diversa risposta ricevette il De Amicis (come racconta nel suo libro sulla Spagna) da uno Spagnuolo che fu da lui interrogato: La nazione è bella, gli rispose, ma non sa governarsi.

[393]. Relazione di Spagna, nelle Opere inedite, vol. VI, pag. 271-297.

[394]. Opere inedite, vol. I. Ricordi LXXVII e CCLXXIII.

[395]. Ibidem, Ricordo CXLII.

[396]. Opere inedite, vol. X, pag. 89. Queste parole furono scritte, come ivi è notato: In Spagna l'anno 1513.