[407]. Ricordi di Gino di Neri Capponi in Rerum Italicarum Scriptores, vol. XVIII: Mediolani, 1731, col. 1149: «Fate de' Dieci della Balìa uomini pratichi, e che amino il Comune più che il loro proprio bene e che l'anima.» Il buon Muratori trova che queste parole impietatem sapiunt, e però vorrebbe credere che anima qui stia «ad significandam aut, more Hebraeorum, vitam, aut intensiorem et delicatiorem illam animae curam.» Praef. col. 1101. Ma le stesse parole, nel loro vero e chiaro significato, secondo cui le intende il Guicciardini, si trovano ripetute anche nelle Storie del Machiavelli.

[408]. Opere inedite, vol. II, pag. 210-12.

[409]. Opere inedite. vol. I. Ricordi VI, CCLVII e CCCXLIII.

[410]. Ibidem, Ricordo XXXV.

[411]. Opere inedite, vol. I. Ricordo CXVII.

[412]. Ibidem, Ricordo CX.

[413]. Ibidem, Ricordo CCCXXXVI.

[414]. Ibidem, Ricordi XXX e XXXI.

[415]. Opere inedite, vol. I. Ricordo XLVIII. Tutto il ricordo è ripetuto nel trattato Del Reggimento di Firenze, a pag. 211.

[416]. Ibidem, Ricordo CVII. Anche il Vettori, dopo aver detto che il governo dei Medici era tirannico, aggiunge che «a parlare libero, tutti i governi sono tirannici.» Al quale proposito è notevole ciò che scrive di quello di Francia (allora assai lodato da molti), perchè sembra anticipare le osservazioni dei migliori storici moderni sulle origini della Rivoluzione francese. «Non resta però che sia una grande tirannide che li gentiluomini abbino l'arme, e li altri no; non paghino gravezza alcuna, e sopra li poveri villani si posino tutte le spese; che vi siano parlamenti nelli quali le liti durino tanto che li poveri non possino trovare ragione; che vi sia in molte città canonicati ricchissimi, de' quali quelli che non sono gentiluomini, sono esclusi.» (Sommario, pag. 294).