[417]. Ibidem, Ricordo CCCXLVI.

[418]. Opere inedite, Ricordo CCXLII.

[419]. Ibidem, Ricordi CIV e CCLXVII.

[420]. Ibidem, Ricordi CXVIII e CCCXXVII.

[421]. Ibidem, Ricordo XXXIV.

[422]. Opere inedite, Ricordo XXXVII.

[423]. Ibidem, Ricordo XXVIII.

[424]. Ibidem. Ricordi CCXXXVI, CCCLVI.

[425]. Nuovi saggi critici di Francesco De Sanctis: Napoli, Morano, 1872, pag. 203-228. Vedi anche Une autobiographie de Guichardin d'après ses œuvres inédites, lavoro pubblicato dal prof. A. Geffroy nella Revue des Deux Mondes, 1 février 1874. Il libro del signor E. Benoist, Guichardin historien et homme d'état italien au XVIe siècle (Paris. 1862), fu pubblicato prima che fossero stampate la più parte delle Opere inedite, e non poteva perciò avere gran valore. Recentemente il signor Carlo Gioda ha pubblicato un grosso volume: Guicciardini e le sue opere inedite: Bologna, Zanichelli, 1880. L'autore dà in esso un sunto ed una esposizione assai minuta delle Opere inedite.

[426]. Vedi la lettera XXVI nelle Opere, vol. VIII, pag. 93 e segg. In essa il Machiavelli, dopo aver detto all'amico Vettori come aveva composto il suo lavoro, aggiunge: «Filippo Casavecchia l'ha visto; vi potrà ragguagliare della cosa in sè, e de' ragionamenti ho avuti seco, ancorchè tutta volta io lo ingrasso e ripulisco.» Questa celebre lettera fu trovata nel codice LVIII, 47 della biblioteca Barberini di Roma, dove ha la data del 10 ottobre 1513, come nella prefazione (a pag. XXXVII) notarono gli editori delle Opere, che primi la pubblicarono, e come abbiamo noi stessi riscontrato. Ma essi poi, senza dirne il perchè, la stamparono invece con la data del 10 dicembre, e noi crediamo che abbiano avuto ragione. Francesco Vettori, nella sua del 24 dicembre, dice, la prima volta, d'averla ricevuta, e in una del 23 novembre, dice che l'ultima lettera del Machiavelli da lui ricevuta è quella del 26 agosto, nella quale si narra la favola del leone e della volpe. Vedi Appendice, doc. XXI.