[461]. Discorsi, lib. I, cap. XXXIX. Vedi anche libro III, cap. XLIII.

[462]. Prologo della Clizia; Asino d'oro, cap. V.

[463]. Questa, che può parere un'idea assai singolare, è stata ai nostri giorni sostenuta ampiamente dal Buckle.

[464]. È singolare che qui ricordi Roma e l'Impero d'Oriente, non la Grecia repubblicana, cui indirettamente accenna poco dopo. La vera, la grande antichità il Machiavelli la vedeva nella Repubblica e nell'Impero romano.

[465]. Discorsi, Proemio al II libro.

[466]. Discorsi, lib. III, cap. VIII.

[467]. Ibidem, lib. III, cap. IX.

[468]. Discorsi, lib. II, cap. 29, pag. 288. Grandissimo era il potere che, nelle cose umane, s'attribuiva allora alla fortuna. Qualche volta ho trovato pubblici documenti che incominciano: In nomine Domini; e dentro l'I maiuscolo è scritto: Fortuna in omni re dominatur.

[469]. Ibidem, lib. I, cap. XVI, pag. 65.

[470]. Ibidem, lib. I, cap. XVI, pag. 66.