[789]. Carte del Machiavelli, cassetta V, n. 32. In questa medesima cassetta, il foglio seguente, n. 33, ha un'altra lettera del Vettori, del 16 gennaio 1514/5. Non la pubblichiamo, perchè oscenissima. Si parlava allora con indifferenza, e anche ridendo, dei vizii più contrarii alle leggi di natura.
[790]. Questo scritto fu da noi pubblicato la prima volta nella Rassegna Settimanale di Firenze (8 settembre 1878). Lo ripubblichiamo ora perchè alcuni giornali tornarono nuovamente sulla questione. In esso noi riassumiamo le nuove ricerche fatte del prof. Piccolomini, dopo che aveva scritto la lettera pubblicata già nell'Appendice (doc. V) al vol. I. Torniamo qui a rendergli grazie sincere dell'aiuto che così ci volle dare, contribuendo, colla sua molta e sicura dottrina, alla soluzione definitiva di un problema assai discusso.
[791]. Vedi la nota 1, a pag. 303 e seg. del I volume di quest'Opera, ed il doc. v, a pag. 533 e seg. dello stesso volume.
[792]. Il Piccolomini osservò ancora che in un codice della Biblioteca Nazionale di Firenze (Cl. VIII, n. 1402) trovasi una lettera dello Zefi, colla data del 21 gennaio 1518/9, dalla quale apparisce che egli era allora già uomo maturo. Desiderando d'andare come educatore in casa di Filippo Strozzi, aggiungeva: «vorrei che quello fusse l'ultimo mio padrone.» La lettera è diretta a Francesco del Nero, parente del Machiavelli, il che rende anche più credibile l'ipotesi, che questi conoscesse i lavori dello Zefi.
[793]. Questa lettera, come abbiamo già detto, il prof. Triantafillis dimostrò che è in parte imitata dal discorso d'Isocrate a Nicocle. Al quale proposito il Piccolomini osservava, che il catalogo della Biblioteca di Modena menziona tre codici del secolo XV, che contengono traduzioni latine di quel discorso, una delle quali è di Guarino Veronese.
[794]. Le une e le altre sono ristampate nel libro del prof. Triantafillis, a cui mi riferisco nel determinarne il numero.
[795]. L'Allgemeine Zeitung (7 luglio 1878) e il Magazin für die Literatur des Auslandes (20 luglio 1878) hanno due articoli del dott. Meyncke, il quale, ammettendo pure qualche reminiscenza, nega giustamente ancor egli, che il Machiavelli avesse nelle cose sostanziali imitato Isocrate.
[796]. Tutto ciò risulta anche più evidente a tutti ora che il Burd (op. cit., pag. 318 e seg.) ha pubblicato, accanto alle parole del Machiavelli, i brani corrispondenti di Erodiano, nella traduzione fattane del Poliziano. Vedi anche la stessa opera a pag. 316.
[797]. La biblioteca di Modena ha in un codice del secolo XV, n. CCCIX (V. G. 7), fra le traduzioni di altre Vite di Plutarco, anche quella di Filopemene fatta da Guarino Veronese. Delle Vite v'erano allora traduzioni stampate e diffuse fra i dotti.
[798]. Biblioteca Nazionale di Firenze, Cod. VIII, Vari 3, 1493. Sono appunti che si trovano ripetuti due volte in forma diversa, e li pubblichiamo perciò sotto i numeri I e II.