Cascinae, die xxx julii MDVII.
Alexander Nasius
Generalis Commissarius.
Spectabili viro Nicholao de Machiavellis
Secretario florentino......
precipuo, Flo[rentie].
2 Lettera del Commissario Filippo Casavecchia.[690] 30 luglio 1507.[691]
Se io mi dolsi, et hora mi ridolgo. Quando io pensavo che tre huomini della qualità vostra avessino ad esser le gruccie et il sostegno della vita mia, et de risolvermi e' mia dubbi, et che hora me usciate adosso con sì facte cose, le quali mi paiono come addimandare quale fu prima, ho la machina del cielo ho l'astrologia, ho quale sia più densa, ho l'aqua ho 'l globo della terra, ho qual sieno più perfette, ho le figure triangulate ho circuli tondi. Hor non sapete voi che poche poche amicitie sono state quelle che in prociesso di tempo non diventino il suo contrario? Et come l'omo i' nella sua giovanezza, ho per me' dire infantia, se deletta di mano in mano di mutare le vestimenta et di varii colori, così medesimamente si mutano le amicitie: et venendo poi nell'età più matura, chi per defecto de compressione, et chi hopresso da una sordida et meschina povertà, così ancora da emulatione di stati et da varii sdengni, fanno tutte queste cose, con lungezza di tempo, diventare li uomini d'amici inimicissimi. Hor non sapete voi che lo inperio et grandezza di Roma fu disfacto, per conto dell'amicitie, infinitissime volte? Ho chi furono maggiori amici che Collatino et il figliuolo di Sesto Tarquineo? Per le qual cosa ne venne la ruina de' regi et totalmente di quella familglia. Et disciendendo poi a' tempi di Mario et Silla, la quale confederatone non fu mai pari, et finalmente ne seguitò la perturbatione di quel pacifico et populare governo di quella città. Ho non v'è elli noto la fratellanza et congiuntone di Julio Ciesare et il magnio Pompeo? et così ancora de el triumvirato, cioè Antonio et Hottavio et Lepido, che non solamente messono in ruina la patria loro, ma quasi tutto il circulo della terra? Et se non che l'ora è pure tarda, io empierei una lisima di folgli de esempri ebrei e greci e latini. Ma che bisongnia ricie[r]care le cose antiche, quando ne' tempi nostri moderni, et noi conlli nostri hochi abiamo più et più volte veduto per simili efetti la patria nostra in grandissima ruina e angustia? Dove fu maggiore familiarità et amicitia che in fra Dietisalvi et Piero di Cosimo, et così ancora poi in fra Giuliano et Francesco de' Pazi? Et vedete che icielerato fine ne seguitò.
Ma e' mi pare de continuo sentire qualcuno di voi che, legiendo questa letera, non isghingniazzi, et che non dichi: Ho! queste cose non seguitorno quando l'amicitia durava, ma dipoi che fatti furono inimici. Et io rispondo, che tutti li efectti sono generati dalle cause loro; et però si può dire iustificatamente, che quasi pro maiori parte tutte le ruine delle città sieno causate et generate dalle intrinseche et cotidiane amicitie, le quali genorono col tempo, et massime nelli homini grandi, pelle ragioni preallegate di sopra, simili e cotali efetti. Et però, carissimi amici, io ve esorto et conforto et imo priego ad volere usare in fra voi moderatamente et civilmente, prima perchè io giudico sieno più per durare, et etiam per evitare tutte le suspitioni et gelosie, le quali solgliono nasciare in simile città. Ma perchè questa mia lettera non diventassi cantafavola, farò fine al mio sermone, ricordandovi solamente una cosa; e questo è a patientia circa al trionfo di Germania. Et chi si fa bello d'avervelo impedito, non à[692] e non trionferà però dell'Asia. Et di coteste cose non v'à mancare se non quelle non vorrete. Nec alia.
Ex Fivizana, die xxx iulii MDVII.
Io ve priego che e' non vi incresca racomandarmi al magnifico Gonfaloniere, quando capitate su. Ma questa parola bisongnierebbe fussi in sur uno prigetto,[693] che agiugnessi insino a costì, et a mala pena lo faciessi. Ma io sono chiaro d'una cosa: che voi metterete un dì inn'oblivione voi medesimo, e basti. Voi me avisate che state tutti coll'arco teso, che Gigi Mannelli non venga. Se voi l'avete a schochare, schochatelo nel forame a Masino Del Tovalglia. Fatevi con Dio, et atendete a stare lieti; e racomandatemi a Paolo, a Giovanbatista, a Luigi, a meser Francesco, a Tomaso Del Bene; et basti.