Pisa honorando. In Pisa o in
Firenze.
2 Lettera di A. Salviati al Machiavelli. — Pisa, 4 ottobre 1509[723].
Yhs.
Carissimo Nicolò. Io ho la tua sutami carissima, maxime che vegho ti sono nel cuore, perchè spesso ti ricordi di me: di che ti resto obligatissimo. E per essa ho visto in che ordine si truova Padova e di dentro e di fuori, che assai m'è piaciuto. Il discorso tuo è bellissimo; quale io ho mostro a questi signori condottieri e signori Consoli, quia omnes homines scire desiderant; e da tutti è stato assai conmendato. Io non lo posso nè aprobare nè riprobare, perchè qui siamo suti abandonati dal padre e dalla madre e da tutti e' parenti et amici: perchè non intendiamo cosa alcuna, salvo da qualche smarrito che vengha al campo di 15 giorni o uno mese: e però male ne possiamo fare qui iuditio, non intendendo qualche particulare come voi costì qualche volta intendete. Io ho bene qualche volta domandato questi signori condottieri che iudicio faccino della expugniatione de Padova; quali unitamente s'achordono, che per forza Padova non si possa perdere, assegnandone buone ragioni. In modo che, prestando loro fede, io inclinerei a quella oppinione volentieri. Ma me ne ritrae alquanto lo essere fratescho, che volentieri mi haderischo a tale oppinione, maxime vedendone e' subcessi im buona parte. E ci s'arogie il vedere e' tempi disposti totalmente contro ad essi Venetiani, adeo che credo sia cosa miracolosa più presto che naturale. Quomodocunque sit, credo che l'officio nostro sia più presto ricorrere a Idio, e pregharlo che lasci seguire il meglio, che poterne fare altro iuditio; anchora che io non sappia come questa conclusione t'abbia molto a satisfare, non perchè io creda che tu manchi di fede, ma sono certo non te n'avanza molta. Ricordovi bene, fate ogni diligentia di mantenere insieme il Cristianissimo, la Santità di Nostro Signore e il Cattolico; et advertite che una desperatione non facessi fare di quelle cose a qualcuno, di che nascessi la totale rovina di Italia; che quello exercito franzese non resti totalmente a discretione d'altri, che importerebbe troppo. Io harò caro haverti satisfatto, e in quello che io manchassi lascerò suplire al mio dottore. Ricordati sono tuo et a te mi rachomando. Idio ti guardi.
In Pisa a' dì iiijº d'ottobre 1509.
tuo Alamanno Salviati Capitano.
Al mio caro Nicolò Machiavelli in
Firenze.