Fiorenza.
DOCUMENTO VI. (Pag. [106])
1 Lettera del Commissario Filippo Casavecchia al Machiavelli. Barga, 17 giugno 1509.[720]
Magnifice vir et maior frater honorande, salute, etc. — Io credo, carissimo mio, che adpresso di voi abbi adquistato nome di negrigente hovero stracurato ho di qualche altra cattiva cosaccia, respecto ad lo avermi voi scriptto più giorni sono quando le cose erono dubie, che in verità ne ebbi grandissimo piaciere. Et per due vi feci risposta: l'uno non vi trovò mai, l'altro dicie che vi vide al Ponte ad Era con Alamanno et con li imbasciadori pisani, et non li bastò l'animo di apresantarvi la mia. Pertanto mi rendo cierto, queste iustificationi doveranno esere ad bastanza nel cospecto vostro; et basti.
Mille buon pro vi faccia del grandissimo adquisto di cotesta nobile città, che veramente si può dire ne sia suto cagione la persona vostra in grandissima parte: non però per questo biasimando nessuno di cotesti nobilissimi comissari, nè di prudentia nè etiam di solecitudine. Et benchè io ne abia preso un conforto mirabile, et pianto et stramazato et factte tutte quelle cose che fanno li uomini composti et rifatti di pecore vechie, tamen, avendo dipoi ripreso vigore la ragione, ne sto con grandissima gelosia, et non posso per nesun modo pensare nè esermi capace che le cose gravi non corrino al centro, et le cose subtili ad la superficie.
Nicolò, questo è un tempo che, se mai si fu savio, bisongnia eser ora. La vostra filosofia non credo che abbi a eser mai capacie a' pazzi; e' savi non son tanti che bastino. Voi m'intendete, benchè non abbi sì bello porgere. Ongni indì vi scopro el maggiore profeta che avessino mai li Ebrei o altra generatione. Nicolò, Nicolò, in verità vi dico che io non posso dire quello vorrei. Però siate contento, per quella buona amicitia auta insieme, non vi paia fatica per giorni quatro venirvi ad stare con esso meco. Oltre al ragionamento nostro, vi serbo un fossato pieno di trote et un vino no mai più beuto.[721] Questo mi sarà un piaciere che mi farà dimenticare tutti li altri. De! Nicolò mio, compiacietemi in questo utimo solamente per dì 4; significandovi che non venendo sarete cagione che viverò malcontento. Questa non è però sì gran cosa che io non meriti el non eser compiaciuto. O meriti honnò, io vi pongo questa talglia. E verete in un giorno, perchè non ci è se non 26 milglia piana. Et avisatemi del quando, et disponetevi di consolarmi, perchè non venendo, mi metterei ad venire ad trovar voi; et sarebbe la ruina mia, perchè le leggie non mi promettono[722] di potermi partire della provincia, sotto la pena di fiorini 500, et basti. Non vi dirò altro. Ricomandatemi a l'angelico comessario Nicolò Capponi; et diteli che non à facto quello li scripsi, ma che lui sarà el primo ad pentersene, e basti. Bene valete.
Ex Barga. die xvii iunii mdviiij.
Philippus de Casavet.
Comissarius.
Spectabili viro domino Nicolò Machiavelli
dignissimo Comessario in