La Signoria vostra sa che io veni a Firenze, et non fui partito di qui di dua dì, lasandolli charicho della compangia, che lui andò da' comesari et domandolli licienzia per venirsene a chasa a vedere l'amorosa, sanza considerazione della mia partita o di nulla, come un bue sciagurato che lui è. Dove e' mia comesari li diseno tanta vilania che non si direbe a un asino, et chaciònnollo[711] via; trovando squsa aveva un angio,[712] che, quando fuse stato con la candella alla bocha, doveva aspetare a me. Et stetesi qui sbrachato, come credo vedrete che così va sempre, et scalzo come un proprio orciaio. Io gunsi qui da Firenze; subito giunto mi domandò licenzia che voleva venirsene a chasa. Io sì lli risposi, che servisi et poi se ne venise. Lui sì mi dise, che non lo farebe Dio, che lui non venise a chasa. Io sì mi isteti ceto. Et sanza dirmi altro si partì, et andosene 'Anziano[713] a una fornacie del fratello, et lì se stete tre dì, et tornosene ridendo. Quando io lo vidi, lo riprisi, et lui trovò la squsa del da pocho, et io me ne pasai di legiere. Ora, ogi che n'abiamo sedici del presente mese di lulgio, esendo io in casa, costui con uno altro da Santa Maria Inpruneta, se ne venne da me furioso, e contòmi aveva roto il viso et la testa a uno Pistolese sopra cierta merchatantia d'enbrici et d'orcie: che se mi desiderate fare grazia, fatevi contare la mocichoneria sua, et la poltroneria che usò et superchieria, che lui medesimo se ne aqusa come da pocho, contandollo. Et vene da me, et bravava che aveva fato arotare lo spiede per far malle, et che era usato stare sempre in costione[714] et in guerra, et che poi che ebe la bandiera era divenuto frate.[715] Et domandomi consilgio della ribalderia aveva fata; di modo li disi si ritraese et lasasi fare a me. Et subito e' comesari mandonno per me; et io con quelle parolle si convenivano risposi a loro Singiorie; et che loro Singiorie intendesino l'una parte et l'altra, che io non vole o se non quello era ragione; et che chi erava fusi punito. El pover omo con lla testa rota et col viso enfiato, et è una persona da bene. Così mi parti' da comisari, et quasi mezo li plachai, aspetando riducere ongi cosa a buono fine.
El mio buono capitano di bandiera, senza dirmi altra cosa alcuna, la sera se n'era ito et aveva preso la bandiera, et aveva ordine, la matina, venirsene con Dio, con esa,[716] et lasarmi come una bestia. Et davami a intendere starsi in casa el singiore Bandino, tanto la cosa si pasasi. Ora, come la Singioria vostra sa, ci è chi acusa tuta via le cose. Io fui informato di tuto; et subito rinveni la bandiera et portamella a chasa, come quello che l'ò a tenere apreso di me, et che n'ò avere qustodia, et riputarmi onore et disonore a me più che a nisuno altro. El buon omo intendendo quisto, ebe a dire che io avevo saputo più che lui: et che volse fare la cosa el dì, et non aspetare la sera: et che el diavollo l'aveva inganato; et che la bandiera era sua, et che la bandiera era sua, et che la voleva portare dove li pareva sanza licenzia di Cristo et d'omo del mondo; et io ci ero per una bestia.
Insoma la sequente matina l'amico Calcangio, sanza altra licenzia o altro, et così el suo compangio et e' se n'è venuto costi. M'è parso darvene aviso, a ciò che, se costi verà, la Singioria vostra di tuto sia informata. Et se ragualgio più a minuto volesi dare a quella, come bisongiando darò a lui sciagurato, et dinanzi a' mia Singiori et di chi bisongierà, come sanza màqulla nisuna di malivolenza che con lui abia, ma per la verità, come in me sempre troverete et non altrimenti, come publicho sa tuta la conpangia: chè non è omo che non l'abia più in odio che el malle del capo, et che non li volgia malle di morte. Misero come un pidochio, che avendo a entrare in Pisa, entrò con uno paro di calze rote fracide; che più di venti ributi li feci di dete calze, ma lui la vinse che entrò con ese. Et parlate con eso lui, none stima Cristo; et che non laserebbe di dare et di fare. Per e' mia Singiori non è nè per Cristo. Publicho trenta volte l'à dito qui et in champo.
Sa bene lui, el ribaldo, che inanzi pigliasi danari, li disi a lui et a tuti, che chi non facieva pensiero di stare qui, non tochase danari. Ma lui, per lla codigia[717] ribalda di quelli denari della paga intera che l'ebe, li parevano asai, la pigliò, la qualle non facendongiene ristituire, si farà gran malle, benchè quelle sono padroni. Et perchè quella a pieno sapia l'animo mio, arò caro, e' mia Singiori, parendo a quella, sentino la presente letera et siano informati di quello io scrivo: et fóne una a loro Singiorie, che, capitando costì el mio capitano di bandiera, loro intenderanno dalla Singioria vostra el tuto, none scrivendo a loro Singiorie tanto lungo, per non esere proliscio. Sì che, bisongiando o parendo a quella di darla a loro Singiorie, quella per mio amore lo farà.
Pregando la Singioria vostra si richordi di me, et quanto più bene mi farà, serà a uno suo bono servitore; et che di continovo farò pregare Idio per quella, alla mia brigata sopra tute l'altre. Dicendovi che molto milgiore omo et più da bene istante ci è, che potrà portare questa bandiera, quando quelli voranno. Et se a me non si darà fede, troverete et tocherete con mano che ciò che io dicho sarà l'Evangiellio; et al tempo lo vedrete et sarete informato quando a questo s'abia a venire. Et non per nimicizia ma per verità ciò che io parllo: se non Dio non mi aiuti a me. Altro non achade. Son sempre parato a ubidire quella come buono servitore, pregando Idio vi conservi in sanità.
In Pisa, die diciasete di lulgio. M. P.[718]
Della S.ia vostra ubidiente
Servo Pietro Liberio Corella
conestavolle.
Se m'avesi ciesto licienzia lo lasavo venire, et con la bandiera et con ciò che voleva. Sapia quella, che de' compangi n'ò più che io non volgio; et ònne qui dieci de l'Ordinanza che aspetano d'avere lugo,[719] et sonsi molto ben vestiti.
Spectabilis (sic) viro Nicolò Machiavelli
patrone mio onorando, in