nè credo mai quel che io dico; —

fra tante bugie. —

[190]. Allude a ciò che dice Plutarco nella Vita di Lisandro.

[191]. Lettera del 18 maggio 1521, Opere, vol. VIII, pag. 159-61.

[192]. Berni, Casa, ecc., Opere Burlesche: Londra, 1723, vol. I, pag. 77.

[193]. Gregorovius, Geschichte, vol. VIII, pag. 392 e segg.; De Leva, Storia di Carlo V, lib. II, cap. 3; Ranke, Die Römischen Päpste, lib. I, cap. III; Reumont, Geschichte der Stadt Rom, lib. VIII, parte II; Constantin Ritter von Höfler, Papst Adrian VI (1522- 1523): Wien, Braumüller, 1880.

[194]. Nardi, Storia, vol. II, pag. 73-5

[195]. Nardi, Storia di Firenze, vol. II, pag. 74-75.

[196]. Vedi il Discorso dei Pazzi nell'Arch. stor. it., vol. I, pag. 420 e seg.

[197]. Questa seconda proposta di riforma, fatta dal Machiavelli, fu prima pubblicata da A. D'Ancona, insieme con un altro scritto sull'Ordinanza, nel suo opuscolo per nozze Cavalieri-Zabban, 16 ottobre 1872, col titolo: Due scritture inedite di Niccolò Machiavelli: Pisa, Nistri, 1872. La ripubblicò poi l'Amico nella sua Vita del Machiavelli, pag. 550 e segg. L'originale trovasi nelle Carte del Machiavelli, cassetta I, n. 79.