[616]. Spazio bianco, che doveva essere riempito nelle varie copie di questa circolare, col numero d'uomini che toccavano a ciascuna delle potesterie, secondo la nota, cui abbiamo più sopra accennato.
[617]. Segue, sempre di mano del Machiavelli, una nota di 24 potesterie o vicariati, dove bisognava chiedere marraiuoli e stipa; poi una nota di 31 potesterie, cui doveva essere indirizzata la circolare del 21 gennaio, che diamo qui sotto.
[618]. Seguono, sotto la data 26 gennaio, i nomi di tre tavolaccini, cui si doveva dar patente «ad comandare bestie per levare stipa, a fare tagliare stipa etc.»
[619]. Qui cessa la mano del Machiavelli. Seguono altre lettere ed ordini simili ai precedenti, non scritti però da lui.
[620]. Archivio Bargagli. Questa lettera da me pubblicata nella prima edizione del terzo volume (1882, doc. XVIII), venne poi dall'Alvisi, al pari di qualche altro documento, ripubblicata l'anno seguente nella sua edizione (1883) delle Lettere familiari del Machiavelli. Il Tommasini (II, 386, nota 2) credette invece che io l'avessi presa dall'Alvisi.
[621]. Dal già citato copialettere, che trovasi nel R. Archivio di Parma.
[622]. Nato nel 1467, s'era dato alla vita ecclesiastica, che abbandonò poi per la politica. Ebbe molte ambascerie, specialmente in Francia, dove, sebbene laico, era adesso nunzio del Papa. I suoi dispacci venivano diretti a Roma, a Firenze, spesso anche al Guicciardini, luogotenente del Papa.
[623]. A c. 10-10t.
[624]. Arciduca Ferdinando d'Austria.
[625]. Gli ambasciatori d'Inghilterra e di Venezia.