Egli è venuto costà uno Neri del Benino, cognato di Giovanni Machiavegli, al quale Giovanni ha dato panni: et però non ci è ordine che facessi con altri. Et Filippo li vuole vendere in su la mostra.
Attendi ad stare sano, et bada alle facciende, chè so che se tu starai sano et farai tuo debito, che non ti è per mancare cosa alcuna. Io sto bene del corpo, ma di tucte l'altre cose male. Et non mi resta altra speranza che Idio che mi aiuti, et in fino ad qui non mi ha adbandonato ad facto.
Raccomandami alla memoria del consolo Iuliano Lapi mille volte, et digli che io sono vivo. Et non mi resta altro. Christo ti guardi.
Addì 4 di agosto 1513.
Niccolò Machiavegli, in Firenze.
Domino Giovanni di Francesco
Vernacci, in Levante.
2 Firenze, 20 aprile 1514.[568]
Carissimo Giovanni. Io ho dua tue lettere in questo ultimo, per le quali mi commecti vegga di ritrarre quelli danari della monaca dal Monte, ad che, come prima si potrà, attenderò, perchè se non passa l'ottava di Pasqua, non posso attendere, per non si potere andare a munisteri. Attenderovvi poi, et del seguito te ne darò notitia.
Io vedrò con Lorenzo et con altri, se io ti potrò indirizzare faccienda alcuna, et potendosi, lo intenderai.