DOCUMENTO XI. (Pag. [126])

Lettera di Francesco Guicciardini al Machiavelli. Modena, 18 maggio 1521.[591]

Non havendo, Machiavello carissimo, nè tempo nè cervello da consiglarvi; neanche sendo solito a fare tale officio sanza el ducato, non voglio mancarvi di aiuto, acciò che, almanco colla reputatione, possiate conducere le vostre ardue imprese. Però vi mando a posta el presente balestriere, al quale ho imposto che venga con somma celerità, per essere cosa importantissima; in modo ne viene che la camicia non gli toccha le anche. Nè dubito che, tra el correre et quello che dirà lui alli astanti, si crederrà per tucti voi essere gran personaggio, et el maneggio vostro di altro che di frati. Et perchè la qualità del piego grosso faccia fede a l'hoste, vi ho messo certi avvisi venuti da Tunich, de' quali vi potrete valere, o mostrandoli o tenendoli in mano, secondo che giudicherete più expediente.

Scripsi hieri a messer Gismondo, voi esser persona rarissima. Mi ha risposto, pregando lo avisi in che consista questa vostra rarità. Non mi è parso replicarli, perchè stia più sospeso, et habbia causa di observarvi tucto. Valetevi, mentre che è il tempo, di questa reputatione. Non enim semper pauperes habebitis vobiscum. Avisate quando sarete expedito da quelli frati, tra' quali se mettessi la discordia, o almanco lasciassi tal seme che fussi per pullulare a qualche tempo, sarebbe la più egregia opera che mai facesti. Non la stimo però molto difficile, attesa la ambitione et malignità loro. Avisatemi, potendo venire.

In Modena, a dì 18 di maggio 1521.

Vester Franciscus de Guicciardinis
Gubernator.

Al [M] Ni[ccolò] Machiavelli

nuntio fiorentino ec., in

Carpi.

DOCUMENTO XII. (Pag. [132])