Al nome di Dio et della gloriosa Vergine Maria et di Santo Giovanni Batista advocato et protectore della nostra città. In questo libro si scriveranno le copie di tucte le lectere che gli spectabili procuratori delle mura della città di Firenze scriverranno in qualunque luogo et a qualunque persona. I quali spectabili conservatori presono l'uficio loro adì.... d'aprile[607] 1526, et debbono stare in oficio uno anno, da cominciare decto dì et da finire come segue: i nomi de' quali sono questi:

1

M.D.XXVI A dì 24 d'aprile.
Scripsono a Giuliano loro ingegnere a Roma nella infrascritta sentenza:

Che si era vista la sua lettera, et come in prima facie il suo disegno ci spaventava per la grandeza sua; nondimeno ci pensereno, et, havendo a mandare al papa il disegno della città et del paese, che allhora con quello si scriverrebbe più appieno la opinione nostra.

2

Scripsono decto dì a Galeotto de Medici oratore a Roma nella infrascritta sentenza:

Che ci piaceva la provisione haveva fatta il papa di mandare Antonio da Sangallo in Lombardia: et come Baccio Bigio sarà tornato si ordinerà che si faccia il disegno, et si manderà subito col parere nostro ancora. Et perciò si lascerà indietro pensare per hora al quartiere di Santo Spirito, et pensereno solo al di qua d'Arno, et ci risolviamo cominciarci alla Porta alla Giustitia et al Canto del Prato, o vero alla Porticciola delle Mulina. Non ci pare da toccare Sangallo, perchè havendo a muovere quivi il letto di Mugnone, et per questo offendere qualchuno, non ci pare da farlo hora, per non dare che dire ad alcuno; ma, cominciata che fia la opera, non si harà rispecto, et chi fia tocco harà patienza. Et come questa medesima ragione ci teneva ad non pensare per hora a' danari; ma che ci pareva da spendere di quegli per hora che il dipositario ha in mano, et di quelli che il papa volessi in questo principio sborsarsi, come ne ha oferto etc.

3

A dì primo di giugno.
A Galeotto de Medici oratore a Roma.