Fra le tante sue specie e varietà, quella che io apprezzo e ammiro di più è la rosa dalla borraccina poichè, quando i suoi boccioli cominciano a schiudersi e li considero bene, risvegliano in me, come probabilmente negli altri, l'idea simbolica della pudica verginella e forse furono essi che ispirarono all'Ariosto le bellissime ottave:

La verginella è simile alla rosa,

Ch'in bel giardin sulla nativa spina

Mentre sola e sicura si riposa,

Nè gregge nè pastor se le avvicina:

L'aura soave e l'alba rugiadosa,

L'acqua, la terra al suo favor s'inchina;

Giovani vaghi e donne innamorate

Amano averne e seni e tempie ornate.

Ma non sì tosto dal materno stelo