Finalmente si giunge alla cascata del Fiume Latte, le cui acque, per un cammino lunghissimo entro le viscere del monte, si gittan poi spumeggianti e fredde per un’altezza di trecento metri pei dirupi, e dopo d’avere rumorosamente giovato a mulini, ad una fabbrica di vetri e ad un filatojo, si confondono coll’acque del lago.

Retrocediamo ora alla Riva di Gittana e saliamo a Regoledo.

Chi parlava prima di Regoledo? Francesco Maglia di Milano, fabbricatore di carta, ritrattosi dal commercio, che abbandonava a’ suoi figli, su questa deliziosa e facile altura, che è di soli 225 metri sul livello del mare, vi edificò coraggiosamente un vasto e comodo stabilimento idroterapico.

Superate le prime difficoltà che accompagnano sempre qualunque impresa ardita, Regoledo è divenuta ora una stazione estiva di moda. La sua posizione felice, il facile modo di giungervi, il buon trattamento, tutti gli apparecchi e le innovazioni dell’idroterapia, e l’assistenza d’un medico specialista, vi chiamano la più eletta compagnia, che anche rinnovandosi, non perde mai di suo valore.

Da qui si può muovere a stupende escursioni, oltre che sul lago, anche per la Valsássina, sul Moncodine e sulla Grigna. La vegetazione che circonda Regoledo è bella e perfino lussureggiante, le acque son copiose, deliziosi i prospetti, l’aria pura ed eccellente; e però s’anco il medico non lo ordini, pellegrinate ne’ mesi di luglio e di agosto a Regoledo e vi ci starete, sotto tutti i riguardi, a meraviglia.

ESCURSIONE VENTESIMATERZA. IL MERCATO DI LECCO.

Vassena. — Limonta. — La Pietra Luna. — Civenna. — I Marroni. — Perledo e la Regina Teodolinda. — Lierna. — Olcio. — Villa Pini. — Mandello. — Abbadia. — La Gessima. — Lodovico Savelli. — Le Caviate e la Maddalena. — La strada militare. — Onno. — Parè. — Lecco. — Il Maglio. — Acquate e Pescarenico. — Il Galeotto. — Il Mercato di Lecco. — Le robiole. — Gli alberghi del Leon d’Oro e della Croce di Malta.

Noi coglieremo un bel giorno di sabato del mese d’ottobre per imbarcarci mattinieri sul piroscafo, che partito da Como, non va già, come d’ordinario, a Colico, ma a Lecco, perchè a chi villeggia lungo il Lario, come a chi villeggia nella Brianza superiore, il mercato che si fa a quella piccola ma leggiadra città, è una delle imperscrittibili mete alle eleganti escursioni.

Noi abbiamo già dimezzato il cammino, ritrovandoci già oltre la punta di Bellagio, ed entrati in quel ramo del lago che appunto s’incammina a Lecco.

E prima di scostarci da queste sponde, dopo la Sfondrata, oltre quel gruppo di povere case che si intitola Vassena, il romanzo di Grossi, che tutti abbiamo letto, ci suggerisce d’occuparci di Limonta, “terricciuola, — è scritto nel Marco Visconti — pressochè ascosa fra i castani al guardo di chi, spiccatosi dalla punta di Bellagio per navigare verso Lecco, la cerca a mezza costa in faccia a Lierna. Cominciando dall’ottavo secolo fino agli ultimi tempi che fur tolti i feudi in Lombardia, essa fu soggetta al monastero di Sant’Ambrogio di Milano, e l’abate, fra gli altri titoli, aveva quello di conte di Limonta e di Civenna, terra più in alto, al lembo della Valassina.„ I geologi e gli archeologi ricordano sovrastante a Limonta un masso del volume di circa cinquanta metri cubi, che sembrerebbe rovinare ad ogni più lieve scossa, ma che è sorretto invece da tre pietre della medesima natura. Su questo trovante si leggono scolpite le lettere: