Ma che è codesto cupo e cadenzato rumore — potrà chiedere il lettore che mai non fu a Lecco — che s’intende lontano? — Gli risponderò coi superbi versi di Foscolo, che fu in questi luoghi ad ispirarsi, e ch’io spicco al Carme delle Grazie, e il quale tutto spira attica fragranza e venustà:
Come quando più gajo Euro provóca
Sull’alba il queto Lario e a quel sussurro
Canta il nocchiero, allegransi i propinqui
Lïuti e molle il flauto si duole
D’innamorati giovani e di ninfe
Sulle gondole erranti; e dalla sponda
Risponde il pastorel colla sua piva.
Per entro i colli rintronano i corni
Terror del capriol, mentre in cadenza