E allora, trovandomi a Bosisio, andai percorrendo tutto il paese, cercando quale delle umili casette che lo costituivano sarebbe stata quella in cui schiuso aveva gli occhi alla vita il grande poeta; e come che nessuna mi paresse tale da invitarmi a chiedere se quella fosse, una comare, cui finalmente mi rivolsi perchè il mio desiderio facesse pago, incominciò a sbarrarmi gli occhi in faccia, maravigliata dallo intendere il nome di Parini; poi, quasi vergognando ch’io, straniero, fossi di lei più esperto del paese, come se raccogliesse in quel punto tutte le sue memorie, finì col dirmi sbadatamente:

— Sì, sì; era uno stregone dei tempi antichi.

Quindi, crollando il capo, mi significò che di più non avrebbe saputo aggiungervi, e molto meno dove fosse la casa de’ suoi padri.

Povero Parini! Uno stregone!

Casa del Parini.

Pure la natale casetta scoprii finalmente a furia d’inchieste e d’induzioni; nè presi errore, da che due anni dopo, quando il sentimento della italiana rigenerazione parlò potente al cuore di tutti, e cercavamo raffermarci ne’ propositi santi e generosi col rimettere in onore le glorie del paese, e massime quelle che avevano gittato negli animi nostri il germe di essi, nelle opere del loro ingegno a noi lasciate, si impose il nome di Parini alla via dove sorgeva, e su di essa, in una solenne festa, fra un concorso infinito di popolo e di villani che non avevano mai sognato prima chi si fosse e pur allora ne capivano verbo, e fra letture di prose e di versi in onore di lui, fu collocata una lapide che recava sculte le seguenti parole:

A GIUSEPPE PARINI
GLORIA DELL’INGEGNO LOMBARDO
CHE NUOVI SENTIERI APRÌ
ALL’ITALICA POESIA
E LA FE’ POTENTE INTERPRETE
D’ALTI PENSIERI E DI SDEGNI MAGNANIMI
DERISOR SUBLIME DE’ FIACCHI COSTUMI
BANDITOR SINCERO DELLE VERITÀ PIÙ UTILI
MAESTRO D’UNO STILE PELLEGRINO TEMPERATO
CHE OBBEDISCE AL CONCETTO E GLI CRESCE ENERGIA
ALCUNI ESTIMATORI
PERCHÈ QUI DOVE POVERAMENTE NACQUE
E PRIMA S’ISPIRÒ NEL RISO
DI CIEL SÌ LIETO
ABBIA IL NOME DI LUI PERENNE OSSEQUIO
P. NEL MDCCCXLVII.

L’iscrizione, a mio avviso, avrebbe fatto meglio ad essere più concisa, e ricordar invece il dì in cui il grande cittadino e poeta nasceva. Avrebbe almen giovato a qualche cosa.