Liete cosparse ville,
Campagne invidïate!
Io v’amo, e in cor vi sento
Com’inno del mattin,
Come il primiero accento
Dell’italo bambin.
Erba non può contare, è vero, una storia ricca di avvenimenti; ma per l’aiuto dato all’armi milanesi alla battaglia da questi ultimi combattuta contro gli aderenti del Barbarossa nel nove agosto 1160 — fu una nobile e generosa azione — s’ebbe il diritto di cittadinanza, che le fu mantenuto anche in seguito e da Ottone Visconti, e dagli Spagnuoli e dai Tedeschi. Di più ne dice il prevosto Annoni nella sua Memoria storica e archeologica intorno al Pian d’Erba, cui rimando il lettore, per non essere tratto dall’amore degli storici studî a cingermi la giornea e mettere a cimento la pazienza di lui.
Attivamente poi partecipa il suo territorio all’industria che meglio si fa alla Brianza, alla serica vo’ dire, potendo contare oltre quaranta filande e quaranta filatoi, e così vien presso agli altri distretti di Oggionno, di Vimercate e di Lecco, che si additano come i meglio dotati in Lombardia di congeneri stabilimenti.
Sull’angolo sinistro d’Erba Superiore sorgeva un tempo, come del resto si riscontra in ogni terra di qualche importanza, il castello, ora convertito alla più felice villeggiatura de’ signori Valaperta, dove più d’una volta vidi ospite quel valoroso campione dell’arte pittorica moderna che è Francesco Hayez.
Di sotto al castello si avvalla con grazioso effetto il terreno, epperò vien detto Pravalle, pel quale un dì precipitavasi il torrente Bocogna, menando i soliti guasti de’ suoi pari; ma i Valaperta ne rivolsero a bene le acque, facendole servire ad una filanda o filatoio.