Di tutti parlò mal, fuor che di Dio,
Scusandosi col dir: non lo conosco.
[2]. “Chi ricerca le sante spoglie, qui venga e le ritroverà. Questo altare le chiude in numero di sei che splendono di immensa luce. Qui sono Carpoforo, Cassio e Secondo, unitamente ad Esanto, Licinio e Severo. Costoro, dispregiando pel nome di Cristo la morte, nè temendo morire, vollero qui essere collocati. Nessuno potè mai dividerli nella tomba: santo e molto venerando essendo questo luogo, che ognuno rispetti ed anzi onori di doni. Qui da divino consiglio fu pur trasferito Felice, che pel primo predicò la divina parola; perocchè egli fu il primo patrono di Como; onde tenendo fede al nome di Felice, è meritamente felice su nei cieli.„
[3]. Promessi Sposi, Cap. VIII.
[4]. Vedi Bullettino del Club alpino Italiano (che si pubblica, in Torino), N. 13 del secondo semestre 1868, in un articolo dell’ingegnere Edoardo Kramer. Nello specchio delle ordinate che si vede in fine, oltre la misura fattane dal De Welden, si dà quella di Dufour, che è di soli metri 1698; di Oriani, che è di metri 1738, e del Lavizzari, che è di metri 1739.
[5]. Lavizzari, pag. 14.
[6]. Il Monte Generoso ed i suoi dintorni, del dottor Luigi Lavizzari. Lugano, tipografia Veladini, 1869.
[7]. Nato nel 1490, in Belluno, fu uomo erudito nelle lettere greche e latine. Secondo il costume de’ letterati di que’ tempi, si impose questo nome togliendolo dalla famiglia Da Ponte quivi illustre. Fu precettore de’ figli di Lodovico Sforza, compose molte opere in greco e latino, che ignoro se pubblicate, e si meritò che Belluno gli decretasse una statua di bronzo.
[8]. Sussiste tuttavia in Lombardia una frase imaginosa, che riesce identica a questa simbolica tradizione del gomitolo di refe consegnato da Margherita al figliuolo Giorgio. Va distante un gomitolo di refe significa appunto presso noi: va molto e molto lontano.
[9]. C. Plinii. Epistol., Lib. 1-3.