[10]. Ne dettai la biografia nell’Ingegnere Architetto, giornale che si pubblica in Milano da B. Saldini.

[11]. I Misteri del Lario, Racconto di Giuseppe Arnaud. Milano, 1867, pubblicato nel giornale La Lombardia.

[12]. Una lapide incastrata nel muro di cinta d’un giardino ricorda il dolorosissimo caso di Enrico Lok, annegato in cospetto de’ proprî parenti e della moglie, che nulla poterono fare per lui!

GULIELMUS LOK
ANGLUS
SUBMERSUS
IN CONSPECTU
PARENTUM
ET CONJUGIS
14 SEPT. 1832 AET. 33

[13]. C. Plinii Cæcilii Secundi. Epistol. Lib. IV, Cap. XXX.

[14]. Tivano è così detto sul lago il vento boreale o di tramontana. Ordinariamente è regolare, facendosi sentire in tempo di notte e cessando alla mattina poco prima dell’alzarsi del sole. Cessa egualmente la sua regolarità a mezzo il settembre. Lo stesso dicasi della Breva che succede al Tivano, e che si fa sentire dopo il meriggio, aiutando le imbarcazioni che a vela spiegata ritornano da Como.

[15]. Amoretti. Viaggio da Milano ai tre laghi. Milano, 1817, pag. 271.

[16]. Manzoni. Adelchi.

[17]. Questa roccia è quella stessa che forma il secondo dei cinque gruppi, di cui pare si componga la zona giurese nelle Alpi Lombarde e che giace tra l’arenaria rossa di Varenna, di S. Martino e d’Introbbio che le sta sotto, e il calcare bigio azzurrognolo talvolta arenaceo con fossili (Viggiù, Arzo, Saltrio) che lo ricopre. (Dott. Emilio Cornalia: Su alcune caverne ossifere dei monti del Lago di Como, inserte nei Nuovi Annali delle Scienze naturali di Bologna, fascicolo di gennaio e febbraio 1850 e riprodotte da lui nel Manuale della provincia di Como per l’anno bisestile 1852.)

[18]. Le scarpe di S. Pietro, così appellate forse da ciò che il principe degli Apostoli, alla chiamata di Cristo, camminò sul lago di Tiberiade, non sono altro che due imbarcazioni a foggia di lunga spola da tessitore, collegate insieme, oblunghe, cioè, e strette. Chiuse tutte e reggendovisi sopra, quasi servendosi di scarpa, è impossibile che anche per bufera si affondino.