E te, massimo Lario, e te, o Benaco,

Che pari al mar, gonfi i tuoi flutti e fremi?

[25]. Eccone la versione: “Minicio Esorato, figlio di Lucio, della tribù Oufentina, flamine del divo Tito Augusto Vespasiano, per consenso dei decurioni, tribuno de’ soldati, quatuorviro con podestà di edile, duumviro di giustizia, prefetto dei fabbri di Cesare e del Console, pontefice, a sè ed alla moglie Geminia Prisca figlia di Quinto ed a Minicia Bisia figlia di Lucio, vivente fece.„

[26]. Io ne dettai la biografia, che fu mandata innanzi alle Opere complete sue pubblicate in Milano da Ernesto Oliva ed al Marco Visconti, edito pure più volte in Milano da Amalia Bettoni.

[27]. Di questa Regina vedi il bello ed elegante studio fattone nelle Donne illustri, da quel gentile e colto intelletto di donna che fu Adele Curti.

[28]. “La libertà, che mal si vende per tutto l’oro, con fatica, litigio e denaro acquistata, a quella di Galbiate ed alle terre finittime arrise per regia concessione finalmente. Felice il giorno 17 giugno dell’anno 1671, nel quale, scosso il peso dell’infeudazione e d’ogni inferiore giurisdizione, questo popolo si ridusse direttamente sotto la vicaria podestà del potentissimo re delle Spagne e del Senato. La memoria di tanto riscatto, conservata privatamente negli scritti autentici di Francesco Giorgio Ottolini, notajo della Regia Camera ducale, viene pubblicamente affidata alla salda custodia di questa lapide il giorno diciotto settembre dell’anno 1671.„

[29]. Memorie storiche della Chiesa ed Abbazia di S. Pietro al Monte, e del Monastero di S. Calocero in Civate, raccolte dall’abate Giacinto Longoni. Milano, 1850, tip. G. B. Radaelli.

[30]. Al barone De Martini. Ediz. Reina.

[31]. Frammenti d’Ode ad Andrea Appiani.

[32]. Ode: La Vita Rustica.