Del tuo nome innalzar e della terra
Itala che ti fu larga nodrice
E della tua s’onora inclita fama.
Te la Gloria sublima e il tuo sembiante
Ritrae nel marmo. — A che ricordo io mai
Queste povere cose? — Oh! non da meno
De’ più gagliardi ingegni, osasti primo
Tu dell’uomo indagar le meraviglie
Note appena ridir ed ogni moto
Dell’animo a che valga e i nostri petti,