Gli venne fidanzata Carolina Amelia Elisabetta di Brunswick, figlia di quel duca di Brunswick che nel 1792 forzò audacemente le frontiere di Francia.
Mirabeau aveva attestato di lei esser amabilissima, spiritosa, bella e assai vivace; ma il signor di Malmesbury nel 1794, quando fu conchiuso il matrimonio (2 dicembre), la trovò, oltre che già di più di ventisei anni, se abbastanza bella e con due stelle di occhi, anche un cotal po’ triviale, con denti mezzo guasti e spalle impertinenti.
La cronaca del paese mormorava di lei, come di donna leggiera, avida di piaceri, e la faceva eroina d’una romanzesca fuga con un giovine uffiziale della corte del padre.
Ne completeranno il breve schizzo che ne ho fatto queste bizzarre particolarità che si leggono nel giornale dello stesso conte di Malmesbury.
“— Il principe, madama, — le disse questo abile negoziatore un giorno — è assai delicato per ciò che riguarda la nettezza. — Il giorno dopo la principessa comparve assai bene lavata dalla testa ai piedi.„
“Ho avuto, scrive lo stesso Malmesbury, due colloquî colla principessa Carolina, uno sulla pulizia e sulla decenza, ed un altro sul riserbo nel parlare. Ho procurato, per quanto può farlo un uomo, di convincerla della necessità di porre molta attenzione in tutte le parti del suo abbigliamento, sia in quello che si vedeva, sia in quello che rimaneva ascoso... Sapevo che portava delle sottane grossolane, delle camicie ruvide e delle calze di filo, e non fossero neppure ben pulite e cambiate abbastanza di frequente!... È singolare come su questo punto sia stata trascurata la sua educazione e come sua madre, benchè inglese (Augusta, sorella di re Giorgio III), vi abbia fatto poca attenzione. L’altro nostro colloquio versò sul modo leggiero con cui parlava della duchessa (sua madre), burlandosi sempre di lei e dinanzi a lei... Ella capisce tutto ciò, ma lo dimentica...„
Questi erano gli sposi: vediamo i frutti di tal connubio.
IV.
Il principe di Galles mandava a Greenwich, a ricevere la sua sposa, lady Jersey sua recente amante, ciò che stabiliva fin dai primi momenti in costei una acerrima nemica di Carolina, perchè non le aveva dissimulato frizzi pungenti che non si perdonano.
Trovo scritto che la prima notte di matrimonio fu degna di questi sponsali. Dopo alcune ore, il principe abbandonava il letto nuziale, senza dissimulare il suo turbamento, la sua collera e il suo disgusto. Che pensare dei misteri di questa notte? Si parlò d’ubbriachezza, di trasporti lubrici, di scoperte umilianti.... Checchè ne sia, è certo che il principe, ubbriaco come un facchino, passò la maggior parte della notte sdraiato, non nel letto nuziale, ma su d’un tappeto.