Si diresse dapprima al suo paese natio; quindi partì per la Svizzera, visitò l’Italia, la Grecia, la Turchia, la Palestina, Tunisi; poi si stabiliva a Pesaro, e da ultimo a questa villa Calderari sul lago di Como, che ricevette da lei, come già sa il lettore, il nome di Villa d’Este.

V.

Quale fosse la vita della principessa di Galles all’estero, e principalmente su queste rive del lago, non ne è spenta la memoria fra noi. V’hanno di molti ancora che rammentano averla veduta, che si trovarono ai licenziosi balli cui ella assisteva alla Barona presso Milano, che la riconobbero ai veglioni della Scala con travestimenti impossibili o toalette sconvenienti; come moltissimi ne levano a cielo ancora gli atti infiniti di una inesauribile generosità e carità.

Queste sponde del Lario echeggiano tuttavia degli inni riconoscenti alle sue splendide beneficenze. Ella allargò e compì la via che da Como metteva alla sua residenza e spese assai denaro in altre opere vantaggiose a quel paese.

Se non che l’odio del marito e l’ira de’ nemici da lei lasciati in Inghilterra non s’erano tenuti paghi di sua partenza: essi la seguivano nelle sue peregrinazioni, nel suo volontario esilio. Neppur si volle informarla della morte della figliuola, neppur di quella del suocero Giorgio III, avvenuta il 29 gennajo 1820, da lei sapute entrambe soltanto a caso.

S’inasprì ancor più la persecuzione contro di lei coll’avvenimento di suo marito Giorgio IV al trono. Il suo nome fu tolto dalle preghiere della liturgia britannica, e le fu messa, per così dire, a’ fianchi una commissione segreta che ne spiasse la vita.

E questa nella sua permanente inchiesta, stabilita fra persone influenti in Milano, raccoglieva fatti, circostanze, nomi e testimonianze terribili contro di lei.

Carolina, reclamando contro le misure summentovate prese in Inghilterra contro di lei, minacciava recarsi a Londra a reclamare i suoi privilegi di regina; ve la aizzavano i whigs che avrebbero voluto suscitar con ciò gravi imbarazzi al nuovo regno; sconsigliavanla i tories collo spauracchio d’uno scandaloso processo. Nulla temendo Carolina, sullo scorcio del maggio 1821, arrivò in Francia, deliberata d’incarnare il proprio progetto.

Lord Hutchinson le venne incontro, e da parte di lord Liverpool, ministro di Giorgio IV, le offriva aumentarle l’appannaggio fino a 50,000 lire sterline all’anno, purchè restasse fuor d’Inghilterra, non assumesse titolo di regina, nè altro spettante alla famiglia reale d’Inghilterra.

Ella rispose a questa proferta, imbarcandosi sul pachebotto inglese Principe Leopoldo per Londra.