Mai non sarà sembrato a questa signora di dovervi ritrovare tanta negligenza di coltivazione e di abitato, pensando riceverla da principesca famiglia, e certo vi dovette profondere egregie somme per ridurla alla condizione presente. Infatti, per dir del solo giardino, non vi trovò che produzioni spontanee delle nostre rive lacuali, e tolti i cinquecento cipressi, anche la selva, bella senza dubbio, non constava che di pini, di abeti, di lecci, di quercie, di faggi, di alberi, di piante insomma tutt’altro che peregrine.

Ora, mercè del signor Villoresi, che vi è preposto a cura, migliorò, anche da questo lato d’assai e d’assai la villa. Piante esotiche, arbusti rari, fiori ed erbe vaghissime e forestiere vi introdusse e coltivò, con quell’amore e dottrina che si può dire tradizionale nella sua famiglia. Tuttavia la villa del Pizzo, per essere di quella rinomanza e valore a cui ha diritto di aspirare, non ha d’altro bisogno che di essere arricchita nel palazzo, già sontuosamente addobbato, d’oggetti d’arte insigni, ciò cui del resto la ricchezza sfondolata della signora del luogo può facilmente provvedere; ella che d’altronde con intelligente generosità s’acquistò già tanti titoli alla benemerenza di queste terre circostanti.

Confina colla villa del Pizzo quella modernissima, dell’inglese Curié, il quale la nicchiò nella specie di seno che forma la punta che si protende nel lago. Con enorme spesa rivestì la nuda roccia e la rese tutta quanta verdeggiante per belle e preziose piante, e intorno alla ricchissima casa seppe praticarvi un bel giardino ed un elegante parco.

Quivi colla intelligente opera di Gioachimo Curti, che fu padre della poetessa Adele, già per me ricordata in una precedente escursione, adunò preziosità artistiche; ma resosi defunto chi s’era di questo luogo così compiaciuto da erogarvi tanto denaro nel fabbricarsi la villa, e passata questa al figlio che milita allo straniero, è appena se egli la visiti qualche giorno entro l’anno; e però chi va a vederla non vi rinviene quel non so che di indefinito che rivela la vita e la presenza del nume famigliare.

Cascata di Moltrasio.

ESCURSIONE OTTAVA. LA CASCATA DI MOLTRASIO.

Il bacino di Moltrasio. — L’osteria del Caramazza. — Un mio episodio. — Villa dei signori Nulli. — La leggenda della Ghita. — Perchè si nomi Moltrasio. — La Vignola dei Passalacqua. — E la villa Durini? — Geologia. — La Cascata.

I.