qui compita servant
Et vigilant nostra semper in urbe Lares[240],
gli altari dei quali vedevansi per appunto sugli angoli de’ viottoli cittadini; e dei Lari della campagna chiamati perciò rurales[241], non che degli Dei Penati, protettori del domestico focolare, che avevano fra le domestiche pareti sacelli (lararium) e sagrificj; ma de’ primi ho toccato alcun poco eziandio parlando delle vie; de’ secondi accadrà di dire qualche parola ancora nel Capitolo delle Case.
Cristianesimo.
Gli scavi di Pompei non misero, ch’io mi sappia, in luce oggetto alcuno che ne possa condurre a ritenere irrecusabilmente introdotta già la religione di Cristo all’epoca di sua distruzione. Tutto, per altro, ne porta a ritenere che già vi fossero neofiti, come ve n’erano nella vicina Neapoli, che altra delle dodici città campane, ebbe sempre comune le sorti con Capua e colle altre città sorelle.
Sappiam dagli storici come gli Ebrei dopo la conquista de’ Romani nell’Asia si fossero, al par degli altri popoli, diffusi nel restante dell’orbe romano e tenuti molto più nell’Urbe; sappiamo egualmente che anche i Cristiani esercitassero in segreto nelle catacombe i loro sacri misteri e facessero opera di propagazione; Nerone gli aveva accusati perfino d’essere gli autori dell’incendio ch’egli aveva fatto appiccare alla città.
Giovenale confondeva per avventura insieme ebrei e cristiani in questi versi della Satira XIV che piacemi recare; perocchè e pel medesimo Dio che costoro adoravano e per molti medesimi riti e per la poca profonda conoscenza che si aveva generalmente di essi, questi da quelli si dicevano originati e nell’apprezzamento si confondevano facilmente insieme:
Quidam sortiti metuentem sabbata patrem,
Nil præter nubes et cœli numen adorant,
Nec distare putant humana carne suillam