Causidici, in questo senso, sarebbero tra noi quegli avvocati consulenti, che piuttosto alle consultazioni od all’istruzione delle cause attendono, che non alla loro pertrattazione avanti i Tribunali.
CAPITOLO UNDICESIMO Le Curie, il Calcidico e le Prigioni.
Origine ed uso delle Curie — Curie di Pompei — Curia o Sala del Senato — Il Calcidico — Congetture di sua destinazione — Forse tempio — Passaggio per gli avvocati — Di un passo dell’Odissea d’Omero — Eumachia sacerdotessa fabbrica il Calcidico in Pompei — Descrizione — Cripta e statua della fondatrice — Le Prigioni di Pompei — Sistema carcerario romano — Le Carceri Mamertine — Ergastuli per gli schiavi — Carnifex e Carnificina — Ipotiposi
È opinione di molti che in Pompei, se le cause di maggior momento venissero come in Roma trattate nella Basilica, quelle di minor importanza fossero giudicate nelle sale o Curie, come con linguaggio forense appellavansi, pur conservato fino a’ nostri giorni, in cui curia e curiali significano tuttavia luoghi di giudizio e persone addette agli stessi. Che il luogo poi delle Curie fosse alle cause minori disposto è rivelato altresì dal valore della parola stessa. Essa indicava la parte minore del popolo romano, che Romolo appunto distribuì dapprima in tre tribù e le tribù suddivise poscia in dieci curie ciascuna, così chiamate, secondo ne fa fede Tito Livio, dai nomi delle donne sabine che vennero dai Romani rapite[301]. Queste curie, nella dissepolta città, si vedono presso l’entrata della Basilica, di cui si giudicarono dipendenza e che furono scoperte nell’anno 1814. Il fabbricato, essendo di mattoni rossi e di essi intera la costruzione, fu ritenuto che fosse opera posteriore, o rifatta dopo il tremuoto del 63. Ciò che per altro più probabile appare, è che non fossero ristaurate che dopo il 63; perocchè, nota opportunamente a questo riguardo il signor Bréton, non trovandosi esse nell’asse del Foro, dovessero necessariamente essere anteriori al Foro stesso; senza di che infatti sarebbero state coordinate al medesimo.
Il fondo di esse sale è semi-circolare, vi sono nicchie e vi sono podii, se han potuto giovare a farle ritenere siccome luoghi sacri addetti a’ magistrati incaricati appunto di conoscere e giudicare di quelle minori cause.
Appajono tutte di forma rettangolare, le mura dovevano essere già state rivestite di marmo, e Dyer, senza recar prove di sorta, vorrebbe nella seconda sala che vi fosse stato un tesoro pubblico; forse ciò indotto a credere dalla sola circostanza che in essa si rinvennero de’ vuoti forzieri in pietra e qualche moneta d’oro e d’argento.
Queste tre sale, o curie, non vanno tuttavia essere confuse colla Curia, più propriamente così designata in quel monumento scoperto dal 1817 al 1818, che è nelle Guide con questo nome indicata, o coll’altro eziandio di Sala del Senato. Malgrado il significato superiormente riferito che alla voce curia solevasi dare da’ Romani; nondimeno s’adoperava da essi altresì a chiamare il luogo del Senato; onde Varrone ne fornisce la diversa definizione: curia, ubi Senatus rempublicam curat[302].
È un edificio codesto di Pompei, come le altre minori curie, semi-circolare, molto aperto dal lato del Foro: decorata ne è la gran sala, o senaculum, di stalli elevati, di nicchie e di colonne e certo un giorno deve essere stata anche di statue.
Bonucci opina che in questo recinto l’ordine dei Decurioni tenesse le proprie adunanze pubbliche, non già forse un comitium, o luogo in cui il popolo votasse nelle elezioni dei magistrati; perocchè il piano delle sue rovine non risponda a quei dati che di un luogo di comizj ci forniscono gli scrittori dell’antichità; mentre l’ipotesi di esso Bonucci e d’altri molti venuti nella stessa sentenza s’accordi colla speciale sua situazione sul Foro, giusta quanto è scritto al capo II, del Lib. V. De Architectura di Vitruvio. Ærarium, scrive egli, carcer, curia, foro sunt conjungenda, sed ita uti magnitudo symmetriæ eorum foro respondeat. Maxime quidem curia imprimis est facienda ad dignitatem municipii sive civitatis... Præterea præcigendi sunt parietes mediis coronis ex intestino opere aut albario ad dimidiam partem altitudinis. Quæ si non erant, vox ibi disputantium elata in altitudinem intellectui non poterit esse audientibus: cum autem coronis præcincti parietes erunt, vox ab imis morata prius quam in aera elata dissipabitur, auribus erit intellecta[303].
Dipendenza della Basilica, a quanto ne riferisce il medesimo Vitruvio, è il Calcidico; e però ne tengo qui partitamente parola.