Colà spedito (come è vecchia fama)

Cacciatine i Sabini.

[29]. Secondo Esiodo, Gerione era il più forte di tutti gli uomini nell’isola d’Eritia presso Gade o Cadice sulla costa della Spagna. I poeti venuti di poi ne hanno fatto un gigante con tre corpi, che Ercole combattendo uccise, menandone seco i buoi. Coloro i quali ridur vorrebbero tutta la scienza mitologica ad un solo principio, cioè, al culto antico della natura, pretesero Ercole un essere allegorico e non significar altro che il Sole. Questa impresa vinta su Gerione sarebbe il decimo segno che il sole trascorre, vale a dire i benefizj d’esso che, giunto al segno equinoziale del Toro, avviva tutta la natura e consola tutte le genti. Vedi Dizionario della Mitologia di tutti i Popoli di Gio. Pozzoli e Felice Romani. Milano presso Gio. Pirotta.

[30]. La Mitologia chiama i Dioscuri figliuoli di Giove e afferma essere il soprannome di Castore e Polluce. Glauco fu il primo che così li chiamò, quando apparve agli Argonauti nella Propontide (Filostr. Paus.). È stato dato questo nome anche agli Anaci, ai Cabiri, e ai tre fratelli che Cicerone (De Natura Deorum 3, c. 53) chiama Alcone, Melampo ed Eumolo. Sanconiatone conserva l’identità dei Dioscuri coi Cabiri, che Cicerone vuol figli di Proserpina. Ritornerò su tale argomento nel capitolo I Templi.

[31]. Titi Livii Historiarum. Lib. VII c. XXIX.

[32]. I Feciali erano sacerdoti, l’uffizio de’ quali corrispondeva a un di presso a quello degli Araldi d’armi. Essi dovevano trovarsi particolarmente presenti alle dichiarazioni di guerra, ai trattati di pace che si facevano, ed avvertivano a che i Romani non intraprendessero guerre illegittime. Allorchè qualche popolo avea offeso la Republica, uno de’ Feciali si portava da quello per chiedergli riparazione: se questa non era accordata subito, gli si concedevano trenta dì a deliberare, dopo i quali legittima si teneva la guerra. E questa dichiaravasi col ritornare il Feciale sulla frontiera nemica e piantarvi una picca tinta di sangue. Anche i trattati si facevano da un Feciale, che durante le negoziazioni veniva appellato pater patratus, per l’autorità che egli aveva di giurare pel popolo. Vegliavano pure al rispetto degli alleati, annullavano i trattati di pace che giudicavano nocivi alla Republica, e davano in mano ai nemici coloro che li avevano stipulati.

[33]. Secondo la più probabile opinione, Caudio era situato dove ora il borgo Arpaja, e le Forche Caudine in quell’angusto passo donde si discende ad Arienzo, specialmente nel sito che si chiama pur oggi le Furchie.

[34]. Ora Lucera delli Pagani, nella Puglia Daunia, volgarmente Capitanata, provincia di Foggia, nel già reame di Napoli.

[35]. Tito Livio; Lib. IX, c. XXXVIII.

[36]. Dante, Paradiso c. VII. 47. Qui parla il Poeta di Manlio Torquato che comandò, come più sopra narrai, la morte del figliuolo per inobbedienza, e parla di Quinzio Cincinnato.