[134]. Soave vinaja ha sete; prego che abbia sete di più. Sitit per sitiat accusa la volgarità di chi scrisse.

[135]. Fu portata via un’urna da vino dalla bottega — A chi la restituirà — Verranno dati — Sessantacinque sesterzj: e se il ladro — taluno arresterà — avrà il doppio — Januario qui abita.

[136]. «Quando il zampone è cotto, se lo si appresta al commensale, non solo il gusterà, ma ne leccherà il vaso e la pentola.» — Olla era infatti un ampio vaso di assai ordinario uso, più comunemente d’argilla cotta. La forma essendo di fondo piatto, di lati rigonfi, bocca larga ed avente coperchio, corrisponde a quel vaso stesso che i Lombardi chiamano egualmente olla, ma serviva all’uso della moderna pignatta. Cacabum, di cui se ne trovò un originale in bronzo negli scavi pompejani, era pur un vaso per cuocere carni e vegetali, più spesso d’argilla cotta. Di poco differiva dall’olla; non aveva però il fondo piatto, ma tondo, onde mettevasi al fuoco sul treppiede, tripus; la bocca si restringeva ed ai lati aveva manichi.

[137].

Barbaro è quei che non m’invita a cena.

[138]. Cap. 33.

[139]. Cosmo è d’una nequizia grandissima.

[140]. Perchè tu fai quotidianamente lo stesso.

[141]. Così tradusse senza riguardo quel sommo che fu Vincenzo Monti:

Niun qui, dici, a sgravar l’alvo si butti;