Ancor che invendicato il pie’ trascini
La sonante catena infra i dolori.
Non teco, Osiri, son tristi destini
E mesto volto; ma le danze e i canti
e i lievi amor’ t’allietano i cammini.
Son teco i fior più varii ed olezzanti,
E d’eriche la fronte redimita,
Le crocee palle[189] a’ brevi pie’ cascanti,
Le tirie vesti e il suon de la gradita
Tibia son teco e la leggiera cesta