Accerre, come i turiboli, erano incensieri. Orazio ne fa cenno nel libro III delle Odi, Ode ottava, a Mecenate.

Prefericoli. Secondo Festo, eran vasi di metallo senza manico e largamente aperti di sopra, atti a tenere i sacri utensili portati in processione in certe solennità religiose.

Simpuli. Ramajoli, o chiccherine con lungo manico, adoperati nei sagrifizj a prendere il vino in piccole quantità da qualche vaso, per libazioni.

Mallei. Grossi magli di legno, di cui servivansi i beccai e i popi nei sagrifizj per atterrare il bue prima che il cultrarius gli tagliasse la gola.

Secespiti. Sorta di coltelli pei sagrifizi con una gran lama di ferro aguzza e manico rotondo.

Cultri. Coltelli di cui servivasi il cultrarius, o ministro del sacerdote, che ammazzava la vittima.

Litui eran le verghe degli Auguri curve in cima, come a un di presso i pastorali dei vescovi cattolici, che ne tolsero il modello dalla pagana liturgia.

Crotali. Specie di strumento musicale particolarmente adoperato nel culto d’Iside e Cibele per accompagnarsi alle danze religiose. Si componevano di due canne fesse pel mezzo o di due pezzi di legno o di due metalli incavati congiunti con un manico diritto. Se ne teneva uno per mano e se ne battevano i due pezzi come le nacchere spagnuole o castagnette napoletane.

Aspergilli. Parola non dell’antichità, ma degli antiquari, ad indicare gli aspersorj per le purificazioni, massime avanti i sagrificj agli Dei infernali (Cic. Leg. II. 10; Ovid. Fast. v. 679; Virg. Æneid. IV. 635) — Vedi Dizion. delle Antichità Greche e Romane di Antony Rich. Milano 1869.

[208]. Così traduco: