Torva la fronte d’arruffata chioma
E il lungo peplo che le casca in basso.
Ovid., 3. Amor. I. II. Mia trad.
[49].
De la maschera autor, e del decente
Sirma, appo lui Eschilo il palco stese
Su poche travi, e ad innalzar lo stile,
E a poggiar sul coturno ei fu maestro.
Trad. Gargallo.
[50]. Chi poi abbia introdotto le maschere, i prologhi, la moltitudine degli attori ed altrettali cose, si ignora. — Della Poetica, cap. V.