E ancor qui trovi il disonor di Roma.

Eccoti un Gracco: mirmillonic’arme

Egli non veste: non impugna scudo,

O adunca falce: arnesi son cotesti

Ch’egli condanna; anzi condanna e abborre.

Nè il volto asconde sotto l’elmo; il mira:

Squassa il tridente, e poi che mal librata

La mano scaglia le sospese reti,

Dassi a fronte scoperta e a gambe alzate

Spettacolo a l’intorno. — È desso, è Gracco!