De’ chiari vetri al vario raggio opposte

Splendon le stanze e gli archi d’or fregiati,

E di chi parte od entra in essi i volti

Stupido il foco stesso in tante avvolto

Lucide spoglie men superbo impera;

Il sole allor che l’ampia casa investe

Sè stesso adorna e fa più chiaro il giorno,

E nel passar fra queste fiamme ardenti

Acquista forza, e ’l proprio foco accresce.

Nulla v’è di plebeo, nè qui si vide