[241].

Medico fosti, gladiator se’ omai;

E medico facevi

Appunto quel che gladiatore or fai.

Epigr. VIII. Lib. 74. — Tr. Magenta.

[242]. Primum e medicis venisse Romam Peloponneso Archagatum Lysaniæ filium anno urbis DXXXV... Vulnerarium eum fuisse e re dictum, etc. Hist. Nat. lib. XX. c. 6.

Tum primum artis medicæ nomen auditum Romæ agnitumque est. Tit. Liv. Lib. XXV. 2.

[243]. «Giurarono fra loro i Barbari (chiamavano i Romani barbari i forestieri) di uccider tutti colla medicina. E questo fanno, ripetendo per sopraggiunta la mercede, onde acquistar maggior credenza e più agevolmente sperdere. Vanno inoltre dicendo noi barbari e più sporcamente con siffatta appellazione noi insozzano che non gli altri Opici. In quanto a me, mi sono interdetto i medici.» Hist. Nat. XXIX. 1.

[244]. I libri superstiti sono dal VI al XIV e sono una compilazione per via d’estratti, di cui avanza tuttavia una parte sulla medicina e la chirurgia; abbracciava molte scienze, come la giurisprudenza, la filosofia, la rettorica, l’economia, l’arte militare. Sono scritti con purità di stile e sono di gran pregio segnatamente le istruzioni dietetiche e la parte che ha riferimento alla chirurgia.

[245].