[335]. Vedi Beulé, pag. 301, e La Peinture de genre, di M. Gebhart.
[336]. «Io in questo sol uomo trovo accogliersi qualunque vizio che immaginar si possa in uom perduto e scellerato: non v’è alcun tratto, io ritengo, di libidine, di scelleratezza e di audacia che voi non possiate vedere nella vita di questo solo.»
[337]. Sen. In Suasoriis. Lib. 1; in Lactan. Lib. 2, c. 4.
[338]. «Nerone ebbe non mediocre abilità tanto nel pingere che nello scolpire.»
[339]. «Opere da anteporsi a tutte l’altre sì di pittura che di scultura.»
[340]. Così chiamata perchè il 3 novembre 1753 vi si scoprirono 1756 volumi, o papiri, che, comunque in apparenza ridotti allo stato di carbone, poterono tuttavia essere svolti e letti, come già dissi a suo luogo.
[341]. Vol. I, pag. 267.
[342]. «I pavimenti di pietruzze passarono dal suolo alle camere e si fecero di vetro: è questa nuova invenzione. Agrippa (del tempo d’Augusto), certamente nelle Terme da lui fabbricate in Roma, dipinse all’encausto quant’era di terra cotta, nelle altre opere si valse degli stucchi: ma egli indubbiamente avrebbe fatto le camere co’ musaici di vetro, se il musaico allora fosse stato conosciuto, od anche dalle pareti della scena del teatro di Scauro sarebbero passati alle camere.» Histor. Natur. Lib. XXXVI, 25.
[343]. Senofonte, Ciropedia IV, 7.
[344]. Idem, VII, 3, 7.