Albis spectat Horatius lacernis[78].

Quando adunque l’inverno, o l’inclemenza della stagione lo consigliava, essendo i teatri scoperti, non si lasciava tuttavia di andarvi, ma s’avea cura di avvolgersi in bianchi mantelli di grossa lana denominati lacernæ, e quest’Orazio il Poeta mette in canzone perchè fosse andato al teatro con una lacerna nera; ma la neve inopinatamente fioccata in copia aveala resa bianca siccome le altre.

Ora i bianchi mantelli di finissimo cascemiro ricoprono soltanto le nivee spalle delle nostre eleganti signore allorchè traggono a’ teatri principali, od anche a serate di gala.

Se non che può credersi un abuso questo di portar mantello in teatro, se un senso lato vuolsi dare al seguente passo di Svetonio nella Vita d’Augusto: Ac visa quondam pro concione pullatorum turba, indignabundus et clamitans: En, ait,

Romanos, rerum dominos, gentemque togatam?

Negotium ædilibus dedit, ne quem posthac paterentur in foro circove nisi positis lacernis, togatum consistere[79]; ma credo che il divieto d’Augusto non riguardasse che i soli mantelli neri.

Io ho detto emiciclo, parlando del corpo dell’edificio ov’erano gli spettatori, ossia della cavea, oltre la quale eravi la torre del serbatojo d’acqua; ma più propriamente la cavea del teatro tragico non aveva la figura d’emiciclo, ma piuttosto di ferro da cavallo ed era del diametro di 68 metri e si calcola aver potuto contenere da cinquemila spettatori.

Gli scaglioni della cavea, gradus, e che noi diremmo gradinata, erano in numero di ventinove, tutti di marmo bianco divisi in tre piani, moeniana, da due precinzioni o intervalli, detti anche baltei o cingoli, dal loro scopo, e questi pure divisi in cinque scale, scalæ, itinera, di cui ciascuno scaglione formava due gradini, ripartiti in cinque cunei; oltre due altre parti, le quali non sono ordinarie ne’ teatri, ma varietà speciale di questo e che sono di forma rettangolare, una per fianco e terminanti in due tribune riservate, nell’una delle quali si trovarono anche gli avanzi di una sedia curule.

Queste tribune, o spartimenti, hanno ciascuna un ingresso particolare, che mette sul portico di dietro, per una scala separata.

Il primo ordine della cavea aveva cinque scaglioni, venti ne aveva il secondo e quattro il terzo. Sul primo scaglione del secondo ordine eranvi incastonate lettere di bronzo formanti questa iscrizione: