Il monumento pompeggia sull’altezza d’un muro con un terrapieno che serve di base a questa tomba di famiglia; esso si costituisce di un frontispizio con pilastrini d’ordine corintio ai lati ed è in cattivo stato ed ha nulla di rimarchevole fuor che alcuni fasci nella facciata, e due teste di marmo l’una di uomo, l’altra di donna, appena abozzate, che gli antichi avevano costume di collocar nei sepolcri per distinguerli.
Dietro la testa d’uomo, era questa iscrizione:
M. ARRIO
PRIMOGENI
e ricordava il primogenito della famiglia di Diomede. Dietro la testa della donna eravi quest’altra:
ARRIAE M. L.
VIIII
e ricordava la nona figlia di Marco Arrio Diomede liberto.
Sul detto muro inferiore poi che serve di monumento sepolcrale ad un’altra figlia del medesimo, sta questa iscrizione:
ARRIAE M. F.
DIOMEDES L. SIBI SVIS
Tutta insomma una famiglia.
Presso questo sepolcreto di famiglia è un vasto recinto che si prolonga verso la strada ed è tutto circondato da un solido muro che sosteneva un terrapieno, nel quale si videro de’ tubi per lo scolo delle acque: forse era tal luogo il sepulcrum comune o cimitero delle classi inferiori, ed anche l’ustrinum. Vi si riconobbero infatti ossa umane in copia e reliquie di funebri banchetti.