Triclinio funebre.
Tomba di Marco Allejo Lucio Libella padre e Marco Libella figlio.
Tomba di Cajo Labeone.
Tomba del fanciullo Velasio Grato.
Tomba del fanciullo Salvio.
Chiudesi la Via delle Tombe e la serie quindi di esse coi sepolcri della famiglia Arria di Marco Arrio Diomede, di Marco Arrio primogenito, di Arria l’ottava figlia di Marco, di un’altra Arria e di quelli tutti della famiglia di Diomede.
Casa di campagna di Marco Arrio Diomede. Vedi anche Vol. I, cap. V pag. 143, Vol. II, cap. XV e Vol. III, cap. XX pag. 87.
Visitata così tutta la parte della città che è esumata, alla estremità di essa, al fianco opposto a quello delle Tombe che abbiamo appena lasciato, al basso della Via di Stabia, dopo alcuni passi oltre gli scavi, e a traverso de’ campi coltivati, che celano ancora parte della città, si giunge all’Anfiteatro, del quale si son date in questa edizione incise la fronte esterna nel titolo del secondo volume dell’opera e nel corpo, la veduta interna. Vol. II cap. XIV.
Questa rapida corsa potrà durare quattro ore e, se appena il lettore ha sentimento artistico, ne ritrarrà di certo da una prima visita il desiderio di altre, le quali certo gli verranno rivelando nuove cose degnissime di osservazione e di nota, e sarà allora, io spero, che gli torneranno più accetti questi miei studi, nel compire i quali, non fatica e stanchezza, ma diletto e conforto ho ricavato sempre contro la cospirazione del silenzio e la viltà di politici avversari, le codarde compiacenze di insipienti Eliasti e la stupidità degli Iloti onde abbonda la nostra terra, Saturnia tellus, che mantien vivo l’appetito del vecchio Nume divoratore de’ suoi figliuoli e che così ne compensa le veglie sudate e le opere generose.
Non mi mancarono tuttavia i plausi de’ buoni e gli onesti ed onorevoli incoraggimenti e poichè nel pigliar le mosse di questi miei studj, io ne proclamavo auspice quel fior di senno e d’onestà che è il mio carissimo Pietro Cominazzi; così piacemi chiuderli ancora nel suo nome e il lettore non ascriva a mia vanità, ma al volere di quell’egregio, se finisco qui riferendo i versi de’ quali egli per quest’opera mi voleva onorato