Legge 25 Giugno 1865. Tip. Guglielmini.



[INDICE]


CAPITOLO XIX. Il quartiere de’ soldati e il Pagus Augustus Felix.

Quartiere de’ soldati, o Ludo gladiatorio? — Pagus Augustus Felix — Ordinamenti militari di Roma — Inclinazioni agricole — Qualità militari — Valore personale — Formazione della milizia — La leva — Refrattari — Cause d’esenzione — Leva tumultuaria — Cavalleria — Giuramento — Gli evocati e i conquisitori — Fanteria: Veliti, Astati, Principi, Triarii — Centurie, manipoli, coorti, legioni — Denominazione delle legioni — Ordini della cavalleria: torme, decurie — Duci: propri e comuni — Centurioni — Uragi, Succenturiones, Accenti, Tergoductores, Decani — Signiferi — Primopilo — Tribuni — Decurioni nella cavalleria — Prefetti dei Confederati — Legati — Imperatore — Armi — Raccolta d’armi antiche nel Museo Nazionale di Napoli — Catalogo del comm. Fiorelli — Cenno storico — Armi trovate negli scavi d’Ercolano e Pompei — Armi dei Veliti, degli Astati, dei Principi, dei Triarii, della cavalleria — Maestri delle armi — Esercizj: passo, palaria, lotta, nuoto, salto, marce — Fardelli e loro peso — Bucellatum — Cavalleria numidica — Accampamenti — Castra stativa — Forma del campo — Principia — Banderuole — Insegne — Aquilifer — Insegna del Manipolo — Bandiera delle Centurie — Vessillo della Cavalleria — Guardie del campo — Excubiæ e Vigiliæ — Tessera di consegna — Sentinelle — Procubitores — Istrumenti militari: buccina, tuba, lituus, cornu, timpanumTibicen, liticen, timpanotriba — Stipendj militari — I Feciali, gli Auguri, gli Aruspici e i pullarii — Sacrifici e preghiere — Dello schierarsi in battaglia — Sistema di fortificazioni — Macchine guerresche: Poliorcetiæ: terrapieno, torre mobile, testuggine, ariete, balista, tollenone, altalena, elepoli, terebra, galleria, vigna — Arringhe — La vittoria, inni e sacrificj — Premj: asta pura, monili, braccialetti, catene — Corone: civica, murale, castrense o vallare, navale o rostrale, ossidionale, trionfale, ovale — Altre distinzioni — Spoglia opima — Preda bellica — Il trionfo — Veste palmata — Trionfo della veste palmata — In Campidoglio — Banchetto pubblico — Trionfo navale — Ovazione — Onori del trionfatore — Pene militari: decimazione, vigesimazione e centesimazione, fustinarium, taglio della mano, crocifissione, fustigazione leggiera, multa, censio hastaria — Pene minori — Congedo.

Nel capitolo di quest’opera I Fori, dicendo del Foro nundinario o venale, toccai dell’opinione manifestata da molti che anzi essere un simile foro, quel luogo fosse invece un quartiere di soldati, e venni osservando come da essi si avesse per avventura a scambiare la parte per il tutto, riconoscendo io con altri come in tal foro si ritrovasse un quartiere sia di soldati, sia di gladiatori, come forse meglio sembrasse al Padre Garrucci.

Bréton, malgrado le dimostrazioni fatte da quest’ultimo scrittore, e malgrado che sia tratto a riconoscere ch’egli abbia nella maniera la più positiva stabilito in una dissertazione inserta nel numero tredicesimo del Bollettino Archeologico napolitano del gennajo 1855, che si trattasse in questo luogo di un di que’ Ludi gladiatorii, di cui parla Giusto Lipsio[1], non sa risolversi ancora a non ritenerlo per un quartiere di soldati.

«Io non so in verità, scrive egli, perchè siasi cercato di sostituire questa denominazione di foro nundinario a quella di Quartiere de’ Soldati, che venne a siffatto luogo fin dall’origine assegnato. È evidente che una città dell’importanza di Pompei, una città fortificata, dovesse avere una guarnigione e, per alloggiarla, una caserma. Perchè dunque cercare questa caserma altrove e non nel monumento il più piano e così conforme alla sua destinazione? Le porte strette e poco numerose sarebbero state incommodissime e perfino dannose per un mercato dove una folla numerosa si sarebbe pigiata in disordine, mentre che esse potevano perfettamente bastare a soldati che marciavano per due e regolarmente. Una bardatura di cavallo da sella, armi, cimieri, memidi o calzari di bronzo vennero qui trovati, che a dir vero sono più proprii di gladiatori, che non di soldati; ma che conchiuderne per ciò? Che gladiatori di passaggio a Pompei presero alloggio nella caserma, ciò che è più naturale che prender alloggio nel mercato. Nelle camere non si rinvennero letti: ma si sa che i soldati giacevano per lo più sulla paglia. Il solo grande appartamento che esiste dovette essere destinato al capo della guarnigione. Una sola cucina sarebbe stata insufficiente se il nutrimento di tutti non fosse stato ammanito in comune, e noi vediamo che quella del quartiere de’ soldati era evidentemente destinata alla preparazione degli alimenti d’una gran quantità di persone. Finalmente, quale sarebbe stata in un mercato la destinazione di una prigione così severa come quella che qui vi fu riconosciuta? S’arroge che in nessun luogo della città si rinvenne una così grande quantità di scheletri, non essendosene contati meno di sessantatrè, ripartiti principalmente nelle camere del primo piano. Non è egli quindi supponibile che taluni motivi di disciplina abbiano ritenuto i soldati al loro posto troppo lungo tempo per permettere a tutti di sottrarsi alla morte?»[2]