Te mal tuo grado scuotere,

Buon Bassareo, non vo’,

Nè ciò che i sacri pampini

Celano, al dì trarrò.

Il frigio corno, e i timpani

Deh! frena, il cui fier eco

In noi di noi medesimi

Desta amor folle e cieco;

E con tropp’arduo vertice

Ne segue Orgoglio il metro