La Turchesa di Persia, e la più fina, è quella che hà il più bel turchino, le vere sono trasparenti guardandole contro l'aria, questa Gioia e Rocha, e li Francesi la chiamano Turchese di Rocha Vechia, il nome che porta di Turchesa, e perche hà il color celeste, & anco in più parti se ne trova in Turchia in più luochi della Turchia, e per questo è nominata Turchesa, gliene sono di differenti colori di celeste scuro di celeste chiaro, mà il vero colore è quello non sij tanto cuppo, ne troppo chiaro, e la più fina Rocha di dette Roche di Turchesa, e la Persiana come già hò detto per conoscere che sijno di quelle di Persia guardar prima il polimento, e poi anco qualche vena nera che porta seco, ma è meglio che dette vene nere l'habbia di sotto la pietra, che in cima, perche fà brutto vedere, per essere una bella Turchesa, conviene che sia di bel turchino, una bella forma, che habbia dell'altezza fora dell'Anella; e senza taroli, che per ordinario ne hanno senza vene color uguale non habbiano del marmorino, e sij di bella grandezza, sarà pietra di stima assai, massime al tempo d'hoggi che sono rare, anzi si dubita che la Rocha di Persia, sia persa. Mà a me hà detto un Persiano, che il Rè di Persia, per quanti ne trova, le vuole per lui, perche ne fà coprir delle muraglie di camere, coperti detti muri di dette pietre, per me lascio la verità al suo loco, dico quello me hanno detto. Molti sono di opinione che detta Gioia portandola in dito, ò a dosso habbia la virtù che se viene à caschare quel che tiene in dito detta pietra, che lui non si fà nulla, ma la pietra porta la botta, e si spezza, e dicono anche di più che havendo detta pietra à dosso, avanti usar il coito, la detta pietra è bellissima di colore, e poi doppo è tutta turbata, e smarita di colore sò bene che le Malachitte, che sono quasi d'una medema spetie hà questa proprietà di rompersi ò spezarsi quando l'huomo casca ò da cavallo, ò dall'alto al basso senza sentir mal alcuno, e se anco la vera Turchesa per cosa certa quando vuol far cattivo tempo si tramuta di colore, li Gioilieri pratichi quando vedono cattivo tempo non cercano di vender Turchese, ma solo quando e bel tempo. Non pretendo di descrivere le virtù delle pietre, pretendo solo di descrivere la naturalezza della Gioia, la qualità che deve havere la perfettione che deve tenere, la Gioia, e la stima che se ne deve fare quando si rendono perfette, che sono tanti Autori antichi, e moderni che hanno descritte le virtù delle geme che tanto basti, senza che io ne descrivi d'avantaggio, anzi dette Turchese sono sogette à cambiar colore, che di turchino in verde, questo deriva tal volte dalla naturalezza della Rocha, e tal volta il bagnarle con acqua calda, ò metterli vicino al muschio, ò cose odorifere, onde se una pietra vale dieci doppie in sua perfettione, venendo verda, non vale dieci lire di denari, ma vi sono molti Armeni, & anco Lapidarij che fanno far un oglio, il qual oglio li danno sopra à dette Gioie, ò pietre, e le fanno tornar il suo color primo di bel turchino, ma quest'oglio fà far l'apparenza tanto quanto stà humido detto oglio sù la pietra, e questo è un inganno fino che possi smaltire ò vendere dette pietre, perche in breve ritornano verde.

DECIMO TRATATTO. Della natura, e qualità della Turchesa di Francia.

Anco questa Gioia, si puol dir Gioia perche si trova sotto terra una spetie di pietra ch'è di colore come il travertino, ma un poco più dura del travertino, la trovano questa pietra nelle Coline di Gascogna nel Regno di Franza, e per questo si chiama Turchina di Franza, questa pietra, ò Rocha vogliamo dire cavata che che sia scaldano un forno e li danno quel calore che loro conoscono, conforme la quantità della Rocha li vogliono mettere, havendo loro pratica, e caldo che sia detto forno, mettono dentro la Rocha, e serano il forno, e quando quella pietra sente quel calore fà un rumor dentro à quel forno, come fà il sale, quando si getta sul foco, e doppo lasciano rafredare il forno, e poi cavano fora dette pietre di un color turchino, havendo messo in detto forno, pezzi grossi come la grossezza di una testa, ma quando le cavano si rendono in pezzeti piccoli, come scaie, ò tochelli che non saranno le più grosse come dita, ò come nozze, ma di un bel turchino, che fà vergogna alle turchine fine, gli Lapidarij di Gascogna, & anco d'altre parti le lavorano, ma dentro detti pezzi vi saranno delle vene nere, di quelle che non haveranno chiapato il bel turchino, ma il Lapidario con la sua bruzella và tirando via la imperfetta, e lavora la perfetta di colore questa non manca mai di colore come fanno le fine, resiste ad ogni cosa, non ce altro solo che non pigliano quel lustro à polirli come fà quella di Persia, ma dico per verità per godere all'ochio pigliarei quella di Franza, che sij di bel colore di bella forma netta, senza vene nere, senza marmorino che fosse perfetta se ne fanno de tavole, de brazaline, è di corone, & anco havuto delle figurine di medema pietra ma hora al presente per quello mi vien avisato da quel Paese, si và perdendo la Rocha, e se ne catano qualche poche, costano più il cercarle, e cavarle che non cavano il denaro, à venderle lavorate, se faceva gran quantità de pietre d'anelli, e da rosette, che per tutta l'Italia, la Franza, la Germania, & altre parti ne hò fornito di tutto loro bisogno che havevano quando io andavo per il mondo.

UNDECIMO TRATATO. Della natura, e qualità del Cristallo.

Questa pietra nominata Cristallo si puol dire anco questa Gioia perche è prodotta dalla natura, e non dall'arte, come il Cristal di Venetia, che fatto dall'arte, & tutte le gemme che vengono fatte dall'arte non son Geme, mà sono pietre false, mà quelle che nascono naturalmente sono Gioie perche l'hà create Dio, adunque di questa Rocha di Cristallo si trova sù li più Aspri monti delli Svizzeri, e molti hanno opinione, che sia Giazzo impietrito, & io dico di nò che è propria Rocha che si trova, e talvolta si trova delli pezzi della pietra marmorina connessa, onde parte è trasparente, e parte non è per non essere ben perfettionata dall'aria, nè anco è trasparente, se ne trova: de pezzi grossi, e grandi, e à Milano, e dove al più capita, quelli il portano à vendere, e medemamente in quella Città vi è un gran trafico de lavorieri d'ogni sorte; e dà gran utile detto Cristallo alli Lapidarij, e Gioilieri, e Orefici, e Cristalieri, questa Gema la lavorano in tace da bere, in Vasi da poner fiori, in Santini da portar le donne, in Corone in balle per Lampade, e quando ne hanno de pezzi grandi che sijno netti, senza Giacij, senza fumo, senza alcun mancamento, li segano per far lume da specchi, per casse da ponere de Corpi Santi dentro, come già sono quella dove è posto il corpo di S. Carlo in Milano, non si poscia trovarne un'altra cassa simile come quella de pezzi di Cristallo di Rocha di quella grandezza come si vede hoggidì, e sono di tutta perfettione. Gli Lapidarij delli pezzi piccoli, tanti sono che li vivono sopra nel far brili, e doppie d'ogni varij colori come gran quantità se ne fanno in Genevra, in Lione, in Parigi, e queste sono li meglio lavorati, e anco li più cari, così nell'Italia se ne lavora massime in Cremona, mà sono delli ordinarij in Bologna medesimamente sono meglio lavorati di quelli di Cremona anco in Venetia se ne fanno, mà non quella quantità come si fanno nelli altri lochi, mà li lavorano con gran maiestria, e con il quadrante, e li danno un polimento tanto buono, che talvolta l'occhio s'inganna credendoli Zafiri, perche li fanno pagar tanto bene, per essere belli in verità, la qualità di essere bel cristallo è, di essere biancho, netto, senza Giazzo, perche sono del bruno, e di color di calugine, e questo è di pocca stima, nè hò visto delle Croci grandi di Cristallo, delli Candelieri d'Altare, e di più altre cose, e li Gioilieri comprano detti lavorieri, ò opere di dette pietre e li trasportano in lochi, onde non ne lavorano tanto de brili, quanto delle doppie, e queste pagano le male spese, e li Orefici a legarli in Oro, che quasi il fornimento della loro bottega per il più è di dette pietre, anzi nella Gioia più commune di tutte le Gioie, e pure quella che dà più utile di alcun'altra.

TERZO TRATATTO.

Di tutte le Agate, li Diaspri, li Sardonichi,
li Micoli, l'Apis Lasoli,
Ambra Giala, Corali,
& altri.

IL PRIMO TRATATTO. Della natura, e qualità del Coralo.

La naturalezza di questa Gioia è di stare nel fondo del Mare, e si pesca questa Gioia nel Mar di Messina, & anco verso Malta, in quelli mari, mentre che questa Gioia stà nel suo centro sotto all'Acqua salsa Ondeggia per il mare come fossero arboscelli, e rami di arbori, sotto all'acqua è mole, mà subito è fuora dell'acqua s'impetrisce subito, e diventa pietra dura, che stà al polimento della Rota, il suo vero colore e rosso, e come più carico sono è meglio, e dicono sij il maschio, il più palido, e la femina, se ne trova di bianco, & anco di negro, di questi due sorti di colori non se ne fanno stima, solo quelli che tengono Galerie, e cercano d'haverne delli Rami intieri di tutti i detti colori per far vedere alli curiosi, ma del Rosso se ne lavora in più maniere per corone, per far colli per le femine, se ne fanno delli anelli, delle statue, e di più altre galanterie, nello Stato Veneto si usa assai le donne portarne al collo, mà grani grossi, mà però al più da persone ordinarie se ne lavora assai a Marsilia, a Ligorno, a Messina, anticamente si conoscevano le figliole che erano da marito in questi nostri paesi, perche portavano li Corali al collo fino che si maritavano, hoggidì non vi è più questa usanza, non si conosce le figlie, se sono da marito, ò maritate.

SECONDO TRATATO. Della qualità, e natura dell'Ambra Giala.