SCENA II.

Nerone, Cluvio Rufo, Menecrate.

RUFO (avanzandosi verso l’Imperatore)

Il Senato a Nerone invia salute.

NERONE (alzando le spalle e rimanendo seduto)

Grazie agl’Iddii l’abbiamo, e vigorosa.
Ieri nel circo atterrammo il più forte
Pugillatore della Gallia: un Ercole
Vero. In mezzo ai plausi rovesciato
Avea gli emuli tutti un dopo l’altro,
Ma i nostri polsi lo scrollaron quasi
Fosse un fanciullo; i nostri polsi adunque
Stanno bene, o buon Rufo, e fanno a meno
Della salute che c’invia il Senato;
Però t’insegneremo uno che langue
In periglio di vita e ch’à bisogno
Di tutte le cure dei Padri coscritti:
Il nostro erario.

MENECRATE

Le gabelle nove
Guariranno il malato.

RUFO (guardando impensierito Nerone)

E vuoi?...