Scena III.—Pag. 81.

Fermi!
Venere! Ò il punto vincitore.

Nel gioco dei dadi i romani chiamavano Venus il numero maggiore e Canes quello minore.

Scena V.—Pag. 86.

Son giudei; alla croce
Come il loro profeta!

I Cristiani erano già numerosi in quel tempo in Roma. Svetonio e Tacito parlano di essi come di gente malefica e sovvertitrice dell’ordine pubblico, anzi quest’ultimo istorico, sempre cercatore e lodatore della virtù dovunque la trova, biasima Nerone di averli fatti mettere a morte, non perchè non la meritassero, ma perchè data con feroce e nuovo apparato di supplizi.

Scena VI.—Pag. 91.

Avvezzo alle servili
Compiacenze tu sei ecc.

Questi versi, co’ quali Nevio ricorda a Nerone la morte di Trasèa Peto, sono tratti quasi alla lettera dall’ammirabile racconto che ne fa Tacito.